Gallo Matese è circondato dalle suggestive vette matesine e abitato da circa 400 anime. Uno dei tanti borghi resilienti, ai confini con la provincia d’Isernia, che con orgoglio rivendica le origini contadine e le tradizioni, soprattutto a tavola.
C’è ancora chi coltiva la terra con i metodi tradizionali, semplicemente per la soddisfazione di godere a tavola della genuinità dei prodotti a millimetro zero. Il fagiolo, tra questi, è rigorosamente autoctono e il comune dell’Alto Casertano si sta muovendo per il marchio europeo di prodotto D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta).
Sabato scorso, in modo del tutto informale, abbiamo documentato con qualche semplice scatto la prima sagra del fagiolo, organizzata dalla Proloco. In realtà sono state preparate tante altre specialità. Il tutto è stato proposto tra le viuzze illuminate soffusamente, tornate in vita come un tempo, con centinaia di persone, diversi stranieri figli degli emigrati, incuriosite di questa prima iniziativa neanche tanto pubblicizzata.
L’assenza della telecamera e la presenza in incognito ci ha aiutato a verificare l’organizzazione e la validità della proposta gastronomica a un costo irrisorio. L’itinerario del gusto è stato arricchito dalla vivace disponibilità delle inservienti a rispondere a tutte le curiosità dei visitatori.













