Alto Sangro o Altopiani Maggiori d’Abruzzo?
A volte è questa la domanda che mi pongo. E se do retta al cuore la risposta è una sola, ve la scrivo con le sole maiuscole messe insieme: AMA.
Non potrebbe essere diversamente. Però, guardando a un contesto più ampio, ecco che l’Alto Sangro, trovandosi per me più in basso, sta lì, c’è poco da fare, in determinate e precise occasioni può salire di tre gradini e rappresentare tutti all’occorrenza.
Per poter credere senza ombra di dubbio alla seconda ipotesi però è necessario che non ci siano prevaricazioni di alcun tipo. Ed ecco che torna alla mente quella pista ciclabile che, sancita dagli atti deliberativi dei Consigli comunali che andarono da Alfedena a Scontrone verso Ateleta, passando per Castel di Sangro e fin su ai tre comuni di AMA, delineò un percorso cicloturistico di notevole pregio e così si doveva accedere a cospicui finanziamenti. Sugli Altopiani si dovevano completare i tratti mancanti di un percorso già esistente e tra questi il collegamento tra le Terme di Rivisondoli e l’inizio del viale che va da Roccaraso a Rivisondoli.
Il circuito così chiuso (punto 1) oltre ad essere già usato ed apprezzato dai cicloturisti dovrebbe servire anche ai marciatori, italiani o cinesi che hanno consolidato qui da anni la loro preparazione in quota.
E così, correndo in questa maniera particolare ci spostiamo verso l’atletica leggera, che qui troverebbe per tutte le sue discipline, a detta degli stessi allenatori, atleti e dirigenti federali il luogo ideale per la preparazione in quota; angolo di un ipotetico triangolo federale con Roma e Formia. Olimpiadi, Mondiali, Europei e manifestazioni varie porterebbero, in maniera diversificata dal calcio sangrino, al seguito dei tanti atleti i media, tanto necessari al rilancio di questo territorio. E bene ha fatto Rivisondoli a realizzare una pista di atletica di otto corsie (punto 2).
Ma il discorso non finisce qui, perché in chiave sportiva e soprattutto turistica ci sarebbe da aggiungere il cavallo, scusate l’estrema semplificazione a quattro zampe. Agli inizi degli anni ‘70, sotto Rivisondoli, ai confini con Roccaraso, si costituì un Circolo Ippico (punto 3), con una struttura coperta d’avanguardia per l’epoca e di cavalli ne arrivarono parecchi: di proprietà di appassionati dell’arte equina, per i turisti che volevano cimentarsi sulla sella e poi quelli delle varie discipline sportive per gli atleti.
Questo è il quadro di riferimento, credo di alto livello. Ma è svilito e non trova seguito per varie ragioni, anzi si è esaltato solo intorno a Castel di Sangro col serpentone che striscia tra le anse del fiume Sangro: lì sì, qui no, chissà perché.
Gli Altopiani, probabilmente per negligenza sono rimasti all’asciutto, come il torrente Rasine che in alcuni punti viene dal percorso intersecato. E qui riemerge la domanda: Altopiani o Alto Sangro? E per quale ragione dobbiamo far parte dell’Alto Sangro se un’iniziativa così legante è stata ampiamente mortificata?
Ma risalendo quassù le cose non vanno meglio, si è pensato in perfetta solitudine roccolana ad una funivia da 60milioni di euro per salire all’Aremogna dove già salgono due strade, invocando i fondi del PNRR, credo mai considerati per questa ragione. E non si è minimamente pensato di completare tutto il corredo della pista di atletica leggera. Nonché il rilancio in grande stile della nobile arte equestre.
Adesso arriverà il Curling, sport a noi sconosciuto. E dove è praticato solo un numero ridotto di persone vi accede, la maggior parte per coltivare il puro aspetto sportivo finalizzato all’agonismo di eccellenza.
È d’obbligo poi non dimenticarsi del Palaghiaccio, ridotto a una specie di Araba fenice: adesso è spento e il ghiaccio riappare solo d’inverno. A questo punto la domanda sorge spontanea: com’è possibile pensare di produrre ulteriore ghiaccio? Diventerebbe un’altra Araba fenice, alla bella somma di 7,5milioni di euro… sento nitrire i cavalli, ed è un disappunto sonoro ben definito.
Insomma mettete questa complessa rappresentazione in un frullatore e sicuramente ne uscirà una poltiglia informe, che sicuramente in termini territoriali tiene invischiati l’Alto Sangro e gli Altopiani. I furbi diranno: eddai, c’è il calcio…
Ugo Del Castello


















