L’appennino sannita si sa è uno scrigno di bellezze incommensurabili. Culla di tesori ambientali, paesaggistici, culturali e storici. Gli itinerari da solcare a piedi o in automobile sono infiniti tra Abruzzo, Molise e Campania. C’è davvero di stupirsi.
Ammalianti e intriganti le proposte dei cartelloni delle proloco dei territori, che consentono spesso di scoprire borghi sconosciuti ma straordinari.
I visitatori hanno davvero l’imbarazzo della scelta. Spettacoli, manifestazioni, rappresentazioni teatrali, concerti, festival del folk e un’infinità di sagre di tutti i generi. Chi ricerca la gastronomia di nicchia, autentica, che divulga la tipicità del luogo in cucina, a volte viene premiato.
Come nel caso della pregevole operazione “bontà” che da qualche anno porta avanti il Bar Cento Passi – al civico 27 di via del lago – in località Vallelunga, frazione di Gallo Matese (Ce). Località conosciuta soprattutto per la forra di pesco rosso. Meraviglia della natura che merita davvero di essere vista.
Ma torniamo al dunque. Nel mese di agosto i titolari del Bar Cento Passi – dotato di sala interna e spazio all’aperto – propongono la degustazione di un’eccellenza autoctona: la igliastra.
Inutile sprecare tempo sui motori di ricerca del web. Ve lo spieghiamo noi. Si tratta della cottura a fuoco lento della carne pregiata di una capra giovane, “sorana“, allevata in casa con metodo tradizionale, la cui preparazione con cipolla, carote, spezie e verdure dentro ai paioli, necessita di una elaborazione a fuoco lento di circa sei ore. Sugo a parte preparato con i pomodori e gli odori coltivati negli orti della frazione.
La cottura è Intervallata da almeno due bolliture che restituiscono la carne tenerissima priva di ossa e grasso superfluo.
Ovviamente una ricetta gelosamente tramandata da generazioni remote. Squisitezza che- purtroppo- si riesce a degustare soltanto una volta all’anno. E che per la fama conquistata nel tempo, richiama gli avventori dei paesi confinanti.
La terminologia “Igliastra” è la contrazione dialettale di “Figliastra” per definire una capra che non ha mai partorito.
Ieri sera la pioggia ha disturbato, ma non impedito lo svolgimento della sagra.
I titolari non si sono persi d’animo e dopo le ultime gocce d’acqua hanno cellofanato le panche all’aperto e quindi consentito a tutti di sedersi e apprezzare la prelibatezza, accompagnata da un tocco di polenta e un bicchiere di vino a un costo assolutamente popolare.
L’appuntamento con “l’igliastra” è fissato all’estate 2026.
















