Cosi cantava Oscar Wilde delle antiche glorie della città romagnola, che per una sera, purtroppo, sono tornate a brillare nel catino dello Stadio “Bruno Benelli”.
Ciak si gira, è iniziato un nuovo campionato, un nuovo film. Una nuova pellicola che riprende, sfortunatamente per il Campobasso, dai titoli di coda dell’ultimo film girato a Pescara la stagione appena scorsa, tre gol al passivo. Poco male però, la squadra è nuova ed ha bisogno di rodarsi ancora.
I nostri, dopo la bella vittoria in Coppa Italia, non riescono a ripetere la brillante gara giocata contro la Casertana, subendo, forse troppo, l’inizio sprint dei ravennati, che senza troppo impegno, a dir la verità, sono riusciti alquanto facilmente a bucare la difesa rossoblù per ben due volte in appena un quarto d’ora (2′ Tenkorang; 14′ Motti). In pochi minuti si sono materializzati i vecchi fantasmi che aleggiavano tra la porta e il dischetto del rigore nell’ultimo campionato. Una difesa che Mister Zauri dovrà trasformare, già da sabato, in provetti ghostbusters.
Malgrado il doppio svantaggio, il Lupo non si è abbattuto, anzi, in più di un’occasione ha tentato di offendere i padroni di casa con un buon fraseggio tra la linea di centrocampo e il reparto offensivo. Il gol è arrivato grazie al rigore trasformato da Leonetti (35′), reso vano però, dall’ennesima amnesia difensiva, che lasciava solo nel cuore dell’area, ancora una volta, a tempo scaduto, l’ex Tenkorang (47′), il quale esultava per la seconda volta – il colorer a fine gara si è incamminato verso la curva che ospitava i suoi vecchi tifosi con le mani giunte sopra la testa in segno di scuse; scuse accettate. Il secondo gol dei lupi, una buona zampata di Magnaghi (47′) a pochi metri dalla porta, forse arrivava troppo tardi per sperare in un piccolo miracolo.
Questa sconfitta serve a sciogliere le ali di cera di quei novelli Icaro che già sfidavano il Dio del pallone con sogni proibiti. Tornare con i piedi per terra è la punizione migliore.
Niente e nessuno invece, può e deve scogliere le ali dei magnifici tifosi rossoblù, accorsi a Ravenna in quasi seicento, sfidando chilometri di traffico e tante ore di snervante viaggio. Sempre presenti, sempre colorati, sempre magnifici. Sabato arriva la Torres, è bene ricordare il ripescaggio dei sardi in serie C, nell’estate del 2022, grazie proprio al fallimento della Società di Mario Gesuè, e la partita, a dir poco vergognosa, ribaltata dalla Torres nel girone di ritorno della passata stagione. Allora sabato fuori la voce, abbattiamoli con il nostro ululato…!


















