L’Unione dei Comuni “Alto Volturno” è stata ufficialmente sciolta a seguito dell’impossibilità di garantirne il regolare funzionamento. La decisione è maturata dopo la fuoriuscita dei Comuni di Acquaviva d’Isernia e Forlì del Sannio, che si aggiungono alla precedente uscita del Comune di Fornelli, evento che ha ulteriormente aggravato una situazione già fortemente compromessa.
Già prima di tali defezioni, l’Unione versava in una condizione di precarietà operativa, dovuta in particolare alla carenza di personale. L’attuale normativa, infatti, prevede che siano i Comuni membri a mettere a disposizione le proprie risorse umane per garantire il funzionamento dell’ente sovracomunale. Una condizione che, nei fatti, si è rivelata insostenibile per i piccoli Comuni rimasti.
Di fronte alla concreta possibilità di un commissariamento, i sindaci e i consiglieri ancora aderenti all’Unione hanno valutato attentamente tutte le strade possibili. Al termine di un confronto serio e responsabile, si è giunti alla scelta dello scioglimento volontario, ritenuto l’unico percorso praticabile per ridurre l’impatto amministrativo ed economico sugli enti coinvolti.
“Non è stata una scelta semplice, né presa a cuor leggero. Tuttavia, è stata la decisione più responsabile, frutto di un dialogo costruttivo e condiviso tra tutti gli amministratori dei Comuni aderenti. Abbiamo valutato ogni possibile alternativa, ma purtroppo nessuna si è rivelata percorribile.”
“Durante il mio mandato, ho cercato di promuovere l’allargamento dell’Unione ad altri Comuni della Valle del Volturno, come Cerro al Volturno, Rocchetta al Volturno e Scapoli, che, anche se solo verbalmente, ho in più occasioni invitato a far parte del progetto. Purtroppo, non vi è stata disponibilità a partecipare, forse per mancanza di condivisione della visione, o per altre ragioni che rispetto.” A parlare è il presidente dell’Unione Vincenzo Di Cristofano.
“Resta comunque forte il mio auspicio che in futuro si possa riaprire il confronto sul tema della cooperazione intercomunale. Credo fermamente che forme di aggregazione come le Unioni siano strumenti indispensabili per garantire servizi efficaci e una prospettiva di sviluppo ai territori più piccoli e fragili, come quelli della Valle del Volturno.”











