Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Silvano Di Pirro (R.f.C. Alto Sangro) indirizzata al direttore di Amolivenews.
Con l’approvazione definitiva in Senato, avvenuta il 10 Settembre 2025, del DDL Montagna e dopo un iter durato un anno e mezzo, l’Italia si dota di una nuova Legge sulla Montagna che sostituisce quella precedente del 1994.
La nuova Legge sulla Montagna riguarda 305 Comuni Italiani di cui 250 sotto i 5000 abitanti.
Certamente si tratta di un passo necessario e importante a sostegno delle Comunità Montane con il fondo di 200 milioni annui per il triennio 2025/2027 e con gli interventi mirati su Sanità, Istruzione, Servizi, Turismo e Agricoltura.
Tuttavia, considerata la centralità delle Aree Interne e Montane del sistema Italia, il fondo economico che porta in dotazione la nuova Legge risulta essere largamente insufficiente rispetto alle scelte e agli investimenti che il comparto Montagna richiede.
Inoltre non sono chiari i criteri che definiscono e individuano i Comuni beneficiari delle misure previste al DDL Montagna.
I Decreti Attuativi e una costante e continua interlocuzione fra Stato Regioni e Comuni dovranno definire in modo chiaro e rigoroso la NORMATIVA DI MONTAGNA, con la precisa perimetrazione dei territori e dei Comuni Montani per evitare la dispersione dei fondi e delle agevolazioni previste dalla nuova Legge.
Aumento delle risorse economiche e modalità operativa, semplice e snella, di erogazione dei fondi e delle agevolazioni previste dalla nuova Legge con una definizione chiara e inequivocabile di Comune Montano risultato essere indispensabili per centrare gli obbiettivo di rilancio e di salvezza dei piccoli Comuni Montani e della Montagna.
La azioni e le strategie che le Amministrazioni dovrebbero attivare sono essenzialmente quelle di contribuire a definire una volta per tutte i criteri inequivocabili e ineccepibili che disegnano i parametri dei Comuni di Montagna: altitudine, popolazione, viabilità, collegamenti, censimento dei servizi, percentuali demografiche, spopolamento ecc.
È ovvio che questo va fatto all’interno sia delle istruzioni e sia dell’ Uncem e in tutto i tavoli che scriveranno i Decreti Attuativi.
Se non faranno questa necessaria normativa sulla definizione di Comune di Montagna, i fondi e le agevolazioni previste dalla nuova Legge andranno ai Comuni che si definiscono impropriamente Aree Interne o di Montagna e che in questi anni hanno intercettato risorse e finanziamenti a discapito dei piccoli Comuni Montani.











