Una battaglia congiunta con le popolazioni, le amministrazioni ed i rappresentanti politici in tutte le loro sedi e se non basta aule di tribunali, ricorsi e denunce. In sintesi, una vera sommossa popolare contro l’approvazione del Pos 2015-2017 che ridurrebbe a zero la sanità e l’ospedale San Francesco Caracciolo di Agnone.
Così Andrea Greco nella riunione di ieri sera (18.09.2025) al teatro Italo Argentino di Agnone davanti ad un folto pubblico.
Con il rappresentante regionale agnonese anche i colleghi Angelo Primiani e Massimo Romano. In sala amministratori, sindaci ed il vicepresidente del consiglio Regionale Andrea Di Lucente.
“Sull’ospedale di Agnone, com’è scritto nel Pos 2025-2027 –ha detto Greco- c’è un disegno prestabilito, architettato con un piano anche occulto, per chiudere un presidio sanitario fondamentale per l’alto Molise e le aree interne. Il motivo della chiusura, o del dimensionamento, è quello di volerci far credere che l’ospedale costa troppo e produce poco.
Abbiamo sentito vertici sanitari che ci hanno tranquillizzato con i soliti “state sereni che Agnone non lo toccano”: parole pronunciate accanto a chi avrebbe dovuto chiedere con forza il ripristino del servizio di emergenza del 118, anche a costo di appellarsi ai Tribunali, se necessario. E invece no, troppi sono rimasti in silenzio. Mentre, in questi anni, ho prodotto decine di atti per difendere il ‘Caracciolo’, di cui uno in discussione in Consiglio regionale che spero sia approvato all’unanimità.
Ma stavolta serve di più: per questo ho prodotto una proposta di delibera che trasmetterò a tutti gli amministratori dell’area e di cui chiederò l’approvazione nei rispettivi Consigli comunali per ribadire l’importanza strategica dell’ospedale di Agnone per l’alto Molise, in termini di sicurezza sanitaria e di tutela dei diritti costituzionali. Non è solo un atto simbolico ma un segnale forte di unità che bisognerà poi sottoporre al Ministero della Salute, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, ai commissari, al presidente Roberti, ad Asrem e al Consiglio regionale. Tutti i sindaci devono restare al fianco dei cittadini e difendere il diritto alla salute dei molisani.
Dopodiché, se il Pos 2025-2027 dovesse essere approvato per come è stato presentato, insieme al collega Massimo Romano, sono pronto anche ad una battaglia giudiziaria per difendere il futuro della sanità in tutta la regione.
Per me un impegno pubblico è un testamento con i cittadini: sono pronto a fare un tour itinerante, a creare un comitato dei comuni per poterci unire e portare avanti questa lotta.
Il Caracciolo deve restare ospedale di area disagiata e non una casa di riposo, così come vogliono fare. È ora di fare fronte comune per difendere il nostro ospedale”.













