Quando si parla del livello di preparazione che la scuola italiana fornisce ai nostri studenti – ovvero alle future leve della società, elogiando i programmi didattici, i metodi e le capacità inclusive – si riferiscono delle mezze verità.
In questo caso il Molise, senza troppi sforzi, è riuscito a fare una figura vergognosa. Perché questa notizia finirà sulle cronache italiane. Ma è opportuno evidenziare che mettere tutte le scuole regionali nello stesso calderone sarebbe sbagliato.
Ci sono Dirigenti e dirigenti. Quello dell’istituto Galati di Campobasso meriterebbe un richiamo dell’Ufficio Scolastico Regionale. Staremo a vedere. Anzi no, perché la nostra testata giornalistica da tempo è stata estromessa della mailing list dell’U.S.R.. Amen.
La denuncia di un episodio gravissimo lo mette nero su bianco la Sinistra Italiana di Campobasso che “esprime profonda indignazione e preoccupazione per la decisione della dirigenza dell’Istituto Galanti di Campobasso di vietare la diffusione di materiale informativo riguardante la tragedia in corso a Gaza.
La dirigente motiva tale scelta appellandosi alla “laicità della scuola”. Ma è un argomento fuorviante. Parlare di pace, di guerra, di morte, di massacro non è propaganda: è educazione civile.
Sono temi urgenti e attuali, su cui i giovani devono essere messi nelle condizioni di riflettere, confrontarsi, formarsi un pensiero critico.
Impedire questo percorso significa negare alla scuola la sua funzione più nobile: quella di educare coscienze libere.
Questa decisione non è neutralità. È una forma di silenzio che, nella storia, ha sempre significato complicità con il potere dominante.
Ci chiediamo: che scuola è quella che ha paura delle domande dei suoi studenti? Della loro voce?
Una scuola che teme il dibattito non educa: addestra.E chi addestra, non emancipa. Addomestica.
Lo ribadiamo con forza: il tema non è politico stricto sensu, è umano.
Davanti a oltre 62.000 morti (tra cui più di 18.400 bambini) non esistono “due versioni” della realtà.
Il diritto di informare e di essere informati è sancito dalla Costituzione. Non può essere subordinato alla discrezionalità della dirigenza scolastica.
Per questo siamo e saremo al fianco di chi, come i collettivi studenteschi e universitari, sceglie di parlare, informare, manifestare.
Perché la parte giusta della storia non è mai quella che tace.
Il 23 settembre saremo in piazza con chi crede che la cultura nasca dal confronto, dalla libertà di pensiero, dal coraggio di prendere posizione.
Non dalla paura. Non dal divieto.”,conclude il comunicato di Sinistra Italiana.
















