Scusateci, ma è inevitabile non ricordare… Per i più attempati amanti del Lupo infatti, la roboante vittoria di Pontedera riporta alla mente il 22 ottobre 1978, quando in una domenica d’autunno, perché all’epoca si giocava di domenica, nel vecchio stadio “Donato Vestuti” di Salerno, il Campobasso maramaldeggiò con l’identico risultato la Salernitana di mister Rosati (Maestripieri (32′), Alivernini (39′ e 53′), D’Alessandro (65′)).
Tra i pali della porta granata un tenero esordiente, un certo Walter Zenga. Altri tempi, altro calcio, altro romanticismo. Il tempo purtroppo passa, le stagioni volano via veloci e oggi applaudiamo con entusiasmo i nostri nuovi e giovani eroi: “Simba” Leonetti (6′), Magnaghi (9′), “Motorino” Pierno (30′) e “Ruralissimo” Bifulco (68′).
Dopo l’impalpabile prestazione casalinga offerta contro il Pineto, i nostri ragazzi si riscattano regalandoci una vittoria esterna da far leccare i baffi, una vittoria che, oltre a mettere in cascina tre punti preziosi, serve soprattutto a fortificare il morale di un gruppo in via di crescita.
Un Campobasso (voto 7) che ha saputo dare prova di un’ottima reazione sia dal punto di vista tecnico sia agonistico. Buono il fraseggio tra le linee, buona la compattezza tra i reparti, buona la fase difensiva e la vivacità offensiva. Apprezzabile anche la disposizione tattica che mister Zauri (voto 7) ha voluto disegnare, puntellando il centrocampo con il coriaceo Cerretelli.
Siamo certi che la bella prestazione dei nostri in terra toscana è stata possibile anche grazie alla costante spinta degli encomiabili sostenitori rossoblù (voto 9), come sempre il 12mo uomo in campo.
Adesso attenzione a non abbandonarci a voli pindarici che non ci appartengono, sarebbe troppo dolorosa una rovinosa caduta. Bisogna immediatamente archiviare nei cassetti dei ricordi più belli il magnifico poker, anche perché è un gioco d’azzardo poco avvezzo alla nostra cultura. Noi molisani siamo abituati ai più popolari giochi della scopa e della briscola, o meglio ancora l’antica e codificata “passatella” (per maggiori approfondimenti sul tema, vedasi il prezioso libretto pubblicato dall’amico Giovanni Fanelli). Allora mandiamo “ulmo” l’ostico e guardingo lupo di Gubbio, la nostre carte migliori? Agonismo, umiltà e sudore.

















