
Il tam tam con canti di guerra echeggia fra le gole delle montagne. Domani mattina, sindaci, amministratori, associazione ma soprattutto gente comune, anche dei paesi del vicino Abruzzo, sono chiamati tutti in piazza Unità d’Italia alle ore 11.00 per un’azione congiunta contro il Pos 2015-17 che azzererebbe l’ospedale San Francesco Caracciolo.
Non si tratta di azioni partitiche. E’ in gioco il futuro della salute e chiunque può fare qualcosa è chiamato ad impegnarsi e, gli altri, –anche di avversa fese politica- a sostenere ogni iniziativa che possa esser d’aiuto.
“Ho chiesto un incontro urgente con i commissari alla Sanità, Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo e li ho invitati a partecipare ad audizioni formali presso la IV Commissione –ha comunicato Andrea Greco del M5S- Sotto il profilo istituzionale e politico ritengo inaccettabile che scelte di questa portata vengano imposte dall’alto senza un reale confronto con il Consiglio regionale.
Al tempo stesso, con una missiva, mi sono rivolto alla delegazione parlamentare molisana (Claudio Lotito, Lorenzo Cesa, Elisabetta Lancellotta, Costanza Della Porta), affinché si attivi con azioni concrete per scongiurare questo piano nefasto.
Per difendere l’ospedale “Caracciolo”, ho trasmesso ai sindaci dell’Alto Molise una proposta di delibera da portare nei rispettivi Consigli comunali. L’obiettivo è chiaro: fare rete, unire le forze e pretendere il mantenimento del riconoscimento di “Presidio di area particolarmente disagiata”.
La delibera richiama con precisione gli standard fissati dal D.M. 70: Medicina con almeno 20 posti letto, chirurgia elettiva ridotta in day/week surgery e un Pronto soccorso dedicato integrato con il DEA.
Requisiti minimi, ma indispensabili per garantire sicurezza e tempestività nelle emergenze, quando la “golden hour” può fare la differenza tra la vita e la morte. La verità è semplice: dietro i “numeri” ci sono persone, famiglie, comunità intere. Chi governa la sanità sembra averlo dimenticato, riducendo la salute a una tabella Excel.
Ma noi non ci stiamo. Difendere il “Caracciolo” e gli altri presidi significa difendere il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione: quello che assicura a ogni cittadino, che viva in un capoluogo o in un piccolo comune di montagna, la stessa possibilità di essere curato e salvato.
Se la sanità viene desertificata, i territori muoiono. E noi non lo permetteremo. Se la politica commissariata ha scelto il silenzio, saranno i cittadini – insieme alle istituzioni locali che non intendono arrendersi – a gridare forte che il diritto alla salute non è un privilegio né una concessione: è la base stessa della nostra convivenza civile”
















