
Piazza Unità d’Italia di Agnone stracolma di persone. Tutti a rivendicare il diritto alla salute ma soprattutto il mantenimento dell’ospedale Caracciolo che secondo il Pos 2025/2027 dovrebbe essere svilito e tramutato in semplice Casa della Salute.
Ma non solo cittadini venuti dai centri dell’alto Molise ma anche da vicino Abruzzo. Stamani 27 settembre, c’erano un po’ tutti nella manifestazione pubblica pro Caracciolo, gli assenti, come i rappresentanti della Chiesa, si contavano sulle dita di una mano.
Sindaci ed amministratori si sono alternati ai microfoni; tutti concordi e coesi – anche se di fede politica avversa – nell’effettuare un deliberato consiliare per il mantenimento dell’ospedale agnonese da inviare poi a Roma. Concordi che gli alto molisani ed alto vastesi non sono cittadini di serie “B”. Tutti pronti a manifestare anche a Roma sotto i palazzi governativi.
Intanto la proposta anche di incontrare i Commissari alla Sanità molisana verrà discussa nella conferenza dei sindaci in programma per martedì prossimo, mentre il regionale Andrea Greco ha invitato Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo (Commissari alla Sanità a partecipare ad audizioni formali presso la IV Commissione.

Sicuramente quello odierno è stato l’ennesimo passo per la difesa del Caracciolo e a gridare a tutti che “l’ospedale non si tocca” sono stati i sindaci ed amministratori presenti e provenienti da Agnone, Capracotta, Castiglione Messer Marino, Schiavi d’Abruzzo, Castelverrino, Pietrabbondante, Vastogirardi, Carovilli, Pescolanciano, Pescopennataro, Isernia, Campobasso, Sessano, Poggio Sannita, Sant’Angelo del Pesco, Castel del Giudice, Belmonte del Sannio, Roccasicura, Frosolone, Rosello, Trivento, Montefalcone. Presenti col Presidente della Provincia Isernina, Daniele Saia, anche il vicepresidente della Regione Molise Andrea Di Lucente con Salvatore, Facciolla, Greco e Coia. Menna, Monaco e Magnacca dall’Abruzzo, non presenti per motivi istituzionali, hanno garantito il loro incondizionato appoggio.
Insomma una partecipazione di tutti che fa ben sperare. Anche se la volontà dall’alto è quella che davvero conta.













