Continua la striscia positiva del Campobasso che, all’“Armando Picchi” di Livorno riesce a strappare un altro prezioso punticino da conservare nella riparata cascina della salvezza.
A essere sinceri quella andata in scena in riva al Tirreno non è stata una partita da far perdere il sonno, anzi, si sono viste due squadre che hanno espresso un calcio tutt’altro che gradevole, riuscendo a confezionare, in novanta e più minuti, solamente tre occasioni da rete, tutte di marca amaranto e tutte su gentile concessione dei difensori rossoblù. Per la prima volta in questa fase iniziale del campionato, il Campobasso (voto 6-) non riesce a scrivere nessun cognome sul tabellino dei marcatori, di contro, sempre per la prima volta, riesce a non far scrivere nessun cognome sul tabellino avversario.
Qui siamo al solito dilemma del bicchiere, se vederlo mezzo vuoto o mezzo pieno. E’ stata una partita dai due volti, un primo tempo dove, al netto delle occasioni da rete regalate agli avversari, i nostri si sono mostrati sicuramente più volitivi, ma con le polveri da sparo bagnate; e un secondo tempo dove, invece, la squadra di casa (voto 6-) è stata capace ad amministrare il ritmo e il pallino del gioco, concedendo poco o nulla alla nostra manovra, che è risultata stanca e prevedibile, tanto che nemmeno i diversi cambi proposti da mister Zauri (voto 6-) sono riusciti a spostare gli equilibri del prevedibile pareggio. Di conseguenza è buona cosa vedere il bicchiere mezzo pieno.
Se lo spettacolo offerto dal campo è stato privo di emozioni, quello regalato dai 414 sostenitori rossoblù (voto 10+) è stato, invece, da far venire i brividi. Una manifestazione di giustizia, una manifestazione di vicinanza, una manifestazione di dissenso, una manifestazione di unità, una manifestazione di passione, un manifestazione di libertà’. Tutto ha inizio con l’ingresso delle squadre in campo, quando dal settore occupato dagli ultras molisani prende forma una palpitante coreografia dedicata alla causa palestinese, accompagnata da un assordante grido: «Palestina Libera».
Per pochi ma infiniti minuti, il popolo molisano e non solo, attraverso i ragazzi e le ragazze della Curva Nord “Michele Scorrano”, ha potuto abbracciare il popolo palestinese urlando al cielo il proprio grido di dolore e di giustizia. Una manifestazione nata dal cuore, dalla passione, dalla mentalità di uomini e donne che hanno ancora il coraggio di dire: «NO, NOI NON CI STIAMO». E allora il grido dei campobassani non è stato un semplice schiamazzo da bar o un banale dissenso modaiolo del momento, nulla di tutto ciò, il grido degli Ultras è stato un atto di coraggio, una presa di coscienza che in un caldo e assolato pomeriggio livornese ha indossato le dorate ali della vittoria ed è volata nell’infinito cielo della fratellanza. Un gesto apprezzato anche dagli storici Ultras della Curva Nord “Fabio Bettinetti” di Livorno, i quali, a fine partita, hanno voluto omaggiare e salutare con un caloroso applauso fin sotto il settore ospite i tifosi giunti da Campobasso, chapeau
Crediamo di non sbagliare dicendo che quanto è successo in un caldo e assolato pomeriggio livornese rimarrà una delle pagine più belle della storia del calcio campobassano, perché solo gli Ultras vincono sempre.


















