Per la prima volta nella loro storia, le Fere rossoverdi riescono a gonfiare il petto davanti al pubblico campobassano. Mai infatti, era riuscito alla Ternana di conquistare la vittoria in terra molisana, eccezion fatta per il campionato di Serie D girone E, 1959-60, quando alla prima partita di campionato, il 20 settembre 1959, gara finita sul campo 0 a 0, venne assegnata la vittoria a tavolino per 0 a 2 agli umbri, a causa dell’irregolare tesseramento del giocatore rossoblù Muzzi. Altri tempi, altri sapori.
Di contro, si ferma a quattro la striscia positiva dei lupi. Ancora una volta, così come successe nella passata stagione a causa del Milan Futuro, anche quest’anno, alla ripresa dalla sosta forzata, adesso a causa della Juventus Next Gen – ancora ci domandiamo a cosa servono queste squadre inutili e dannose – il Campobasso frena la sua marcia e riparte con una sconfitta; una sconfitta pienamente meritata.
Quella dei rossoblù infatti, è stata una delle peggiori prestazioni offerte in questa prima parte di stagione, tra l’altro davanti al pubblico amico. È stato un Campobasso (voto 4,5) abulico, senza idee, confusionario e senza mordente.
Ci domandiamo e domandiamo ancora una volta a Mister Zauri (voto 4,5) se conviene ancora intestardirsi con questo spregiudicato modulo a tre punte, per la cronaca i nostri sono riusciti a tirare solo due volte nello specchio della porta, a scapito dei polmoni di centrocampo, lasciati soli e in affanno contro la ventilazione assistita delle squadre avversarie.
Ci domandiamo e domandiamo ancora una volta a Mister Zauri perché insistere ancora dando fiducia a un’impalpabile, egoista e irritante Gala, da troppe partite oramai molto poco Galàctico e molto più caramella al latte Galatina.
Ci domandiamo e domandiamo a Mister Zauri come è possibile, nei minuti di recupero, dove la squadra sta indirizzando tutte le rimanenti energie fisiche e nervose alla ricerca del pareggio, fermare il gioco per almeno due minuti, per ottenere un’improbabile espulsione avversaria, confusione totale.
Sono ammessi tutti i tipi di scongiuri, ma è grigio il cielo sopra Campobasso. L’unico raggio di sole arriva ancora una volta dalla costante, colorata e gridata presenza dei tifosi, sempre impagabili, sempre preziosi; un applauso anche ai duecento e più tifosi giunti da Terni.
In ultimo, ma non ultimo, ci stringiamo con quanto più calore possibile alla famiglia di Raffaele Marianella, l’autista morto nell’assalto al pullman dei tifosi del Pistoia basket nei pressi di Rieti. Un atto criminale e vigliacco da parte di chi non conosce evidentemente né onore né lealtà. Bastardi criminali da individuare e punire il prima possibile. Loro non sono Ultras.

















