“Se bruciasse la città da te, da te, da te io correrei anche il fuoco vincerei per rivedere te…”
Quando si dice che la cornice è più bella del quadro, questo è quanto successo all’”Axum Molinari Stadium” di Campobasso qualche minuto prima della gara contro la “Samba” di San Benedetto del Tronto. Uno spettacolo di fuochi e di luci degno di altre categorie, di altri palcoscenici. Una visione che, accompagnata dalla canzone di Massimo Ranieri (1970), ha bruciato l’umida notte di Contrada Selvapiana. Bellissimo…

Una serata che stava per bruciare anche i quattromila palpitanti cuori rossoblù molisani, spenti, purtroppo, a pochi secondi dal termine, dalla più beffarda delle docce gelate. Dopo la magra figura rimediata in quel di Arezzo, il Campobasso (voto 6,5) è riuscito a regalare ai propri tifosi una prova gagliarda e volitiva; forse la migliore gara giocata in questo primo scorcio di stagione.
Il cambio di modulo, un buon 3-5-2, malgrado il Mister (voto 6) non voglia ancora del tutto ammetterlo, ha fornito un maggiore e prevedibile equilibrio tra i reparti. Buona la prestazione dei difensori, che hanno subito poco o nulla; ottima quella del comparto di centrocampo, rinforzata da muscoli in fase di contrasto e di costruzione; buona quella del duo d’attacco, che avrebbe bisogno di ricevere un numero maggiore di rifornimenti, per poter esprimere tutto il suo potenziale.
Una gara che ha visto i lupi molisani in costante predominio di gioco e di iniziative, sfiorando più volte la rete del vantaggio prima, del raddoppio poi – miracolose
sono state alcune parate dell’ottimo portiere marchigiano Cultraro (voto 7), migliore in campo. Rete arrivata al 79′ con Gala (voto 6-) grazie a un sontuoso appoggio di petto in area di Cerretelli (6,5).
Quando tutto sembrava compiuto è arrivato il pugno in faccia. Il poco meritato pareggio avversario, con una punizione al limite dell’area dell’esperto Marranzino.
Un pallone velenoso che, al minuto 92, si è infilato alla sinistra del nostro giovane portiere Rizzo (voto 5), non esente da grave colpa. Come sempre, ancora una volta afrodisiaca è stata la spinta della Curva Nord “Michele Scorrano”, nell’occasione con polmoni formato Maiorca. Un incitamento incessante e costante per tutti i 96 minuti di gioco. Superbi. Un plauso anche ai 400 sostenitori arrivati dalla Riviera delle Palme.
Cosa rimane da fare? Bruciare la città… di Forlì, con la nostra passione e il nostro amore.
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