Il mio percorso lavorativo mi ha visto depositaria di memorie, (aneddoti, racconti, video e diari) e di una notevole quantità di materiale fotografico e librario, nonché, grazie alla sensibilità delle Amministrazioni Comunali succedutesi, coinvolta nel recupero di testi antichi, mediante contatti con Case Editrici, Librerie, scrittori o/e amici e concittadini.
Non mancano Tesi di laurea, consegnate alla biblioteca comunale, da studenti universitari e ricercatori per il prestito bibliotecario, fino a che sia stato possibile o compatibile con lo svolgimento degli altri servizi al pubblico, ottenendo ancora donazioni di materiale documentario.
Il bisogno di valorizzare e renderlo fruibile al pubblico, ha visto confluire il materiale in numerose mostre ed esposizioni ed anche in iniziative editoriali, fra le quali nel 2004 un testo di 128 pagine informative su tutti gli aspetti della storia, dell’arte, della tradizione, delle attrattive paesaggistiche e culturali di Alfedena e nel 2005 il Cofanetto fotografico “ Alfedena nel Tempo” consistente in quattro volumetti distinti per argomenti, che raccolgono circa 250 foto, con relativo catalogo e data di acquisizione e ingresso.
Nel maggio duemilasei è data alla stampa per la Tipografia Fiengo, la raccolta di proverbi, modi di dire e…. non solo, dell’Insegnante Nella Amorosi, recentemente scomparsa. L’iniziativa, dal titolo “Tand pe’ ‘nze ne scurdà, nel duemilaotto mi viene consegnata dalla Signora Nella Amorosi, con le correzioni e le integrazioni da apportare, con una affettuosa dedica riferita alle prelibatezze gastronomiche che a Sant’Antonio mi diletto preparare, e che a lei riservo con affetto, non potendo onorarmi della visita al fuoco della Canapina.
Bella la presentazione e la dedica: “La ricerca di questi proverbi e modi di dire Alfedenesi fu iniziata, anni fa, dalle insegnanti….omissis…”insieme agli alunni della scuola elementare. Successivamente, lasciata la scuola per raggiunti limiti d’età, ho continuato a “raccoglierli” con costante impegno dialogando soprattutto con le persone anziane. Lo scopo essenziale di questa raccolta, fatta più con il cuore che con la mente, è quello di trasmettere alle nuove generazioni, immerse ormai nella civiltà tecnologica globale, una parte importante della cultura e, spesso, della saggezza popolare, più o meno antica, contenute nei proverbi e nei modi di dire dei propri antenati”
Dedica – gennaio 2008: “A Dina (non solo) perché mi dà la pizza “ch’ re carunge”) con la speranza di portare avanti, insieme, col suo solerte ed efficace impegno, questa iniziativa, che ha riscosso tanto gradimento fra i concittadini vicini e lontani. Con sincero affetto e tanta stima.”
La riapertura del Museo Civico Aufidenate ‘Antonio De Nino’, in occasione del centenario della sua inaugurazione -Anno 1987- ed il successivo trasferimento dalla Sala Espositiva in Largo della Chiesa all’attuale sede di Viale Mansueto De Amicis, sul luogo della necropoli, come la riorganizzazione della Biblioteca Comunale con i progetti del Servizio Civile di Volontariato, con la catalogazione on line del materiale librario, -Anno 2008, hanno creato il contesto giusto per recuperare testi di Autorevoli scrittori ed in qualche modo integrare bibliografie importanti, significative, qualificate ed interessanti.
Altre iniziative nel 2015, il centesimo anniversario della prima guerra mondiale ed il settantesimo della seconda guerra mondiale, per i quali eventi sono state allestite mostre didattiche nei locali scolastici e dato alle stampe un pregevole catalogo fotografico corredato da uno splendido video documentario.
Il Catalogo e l’esposizione intitolati “Storie per tramandare la storia”, con il sottotitolo “Percorsi di guerra per costruire la pace”, hanno permesso la raccolta di una considerevole quantità di documenti, foto e racconti inerenti le due guerre, che hanno a loro volta generato iniziative attinenti e citazioni in opere letterarie.
Inoltre l’intensificarsi del numero, le attività e l’importanza delle Associazioni locali (Sci Club, Alpini, Anziani, Cavalieri, Pro loco, Gruppo Infiorata, Mani Colorate ed altre), sono state lo sprone per il continuo e costante affiancamento alle stesse, come supporto documentale, negli eventi messi in campo e realizzati in maniera ottimale dalle stesse.
Da ricordare, l’allestimento della Scalinata del Municipio,(2014) con le opere di Artisti Abruzzesi ispirate dalle foto antiche consegnate, riguardanti il lavoro del Selciatore, da cui tre pieghevoli e l’esposizione ancora in vita. Sulla scalinata è anche rappresentato in foto, lo storico, ultrasecolare gemellaggio con la città di Veroli, di cui nel luglio del 2014 si è celebrato il venticinquesimo anniversario del rinnovo dei Patti.
Da qui il bisogno, ora che il mio servizio volge al termine, di “istituzionalizzare” queste raccolte, attraverso l’integrazione del catalogo, facendo in modo di conservare l’archivio storico secondo dettami normativi, in un territorio più volte martoriato da eventi distruttivi e catastrofici come incendi, guerre e terremoti, oppure penalizzato dalla sua stessa posizione strategica, dai confini della Linea Gustav, che ha classificato Alfedena come “terra di nessuno” per ben nove mesi.
I suddetti eventi hanno purtroppo sensibilmente privato la Comunità alfedenese di libri antichi, materiale archeologico e dell’ala del Municipio destinata all’archivio storico, un patrimonio incredibile di valenze storico-artistiche andate disperse.
Il dovere morale verso quanti hanno consegnato materiale custodito gelosamente per farne dono alla memoria collettiva ed il tentativo di renderlo fruibile senza tema di dispersione, impone l’obbligo di usufruire di mezzi tecnologici ed informatici, e di proseguire il lavoro di schedatura con metodo scientifico.
In proposito vorrei ricordare il lavoro iniziato negli anni novanta, dal gruppo di amici, originari alfedenesi (Mario e Fabrizio Madonna, Eugenio D’Orazio), che insieme a Teresa Fortunato e la sottoscritta, dedicarono alla riproduzione di foto, recandosi personalmente a fotografare e sviluppare negativi, per non privare i legittimi proprietari degli originali. Quella raccolta, acquisita al patrimonio collettivo mediante atti amministrativi, costituì il primo nucleo di foto per la mostra “Alfedena nel Tempo –Immagini e Ricordi”.
Grata ai lettori che vorranno seguirmi, ad Amolivenews ed al suo direttore Fabrizio Fusco, che mi offre questa opportunità, sarò lieta di presentare qualche articolo, attingendo da questa memoria, già abbondantemente acquisita mediante supporti informatici e digitali, con la coscienza di doversi adeguare alla modernità, ma senza dimenticare il dovere di custodirla e trasmetterla, nel pieno rispetto della volontà di chi l’ha generosamente donata.
Sugli aspetti della storia, la grande storia di Alfedena, molti autorevoli autori si sono occupati. La rubrica la descriverà con l’affetto di chi vuole conservare una identità anche solo riconoscendosi in un portale di pietra, in un canto antico, in un ventaglio di sampietrini.
Alcuni simboli della memoria storica di Alfedena, unici nella loro singolarità, mi hanno ispirato il titolo della rubrica: La chatelaine e la pizzafritta. La Chatelaine è l’ornamento femminile più appariscente, fra quelli rinvenuti nella necropoli sannita di Alfedena; la pizzafritta è un rustico semplice, ma caratterizzato dalla lunga lievitazione e dall’intenso sapore, ottenuto dalla sapiente lavorazione e combinazione di erbe aromatiche, nonché dalla singolare forma a spirale, da cui la definizione dialettale Ru Turcenegl’.
In senso metaforico, vorrei intercalare e connettere racconti di vita, episodi e aneddoti, in questa spirale di opinioni, congetture e misteri, permeata nel vissuto della gente, immaginandola ad ornamento di tanti cruenti e difficili periodi di stento e difficoltà, che la grande storia di Alfedena ci racconta, ma percepita comunemente come valore identitario, che ti avvolge com’ a nu’ turc’negl d’ pizzafritta in un connubio di sapori e immagini simboliche, mai lontane dai luoghi della memoria.
Tutto il resto nel videoservizio
Leondina Crispi







