
Dopo le ultime gare, malgrado le mancate vittorie, eravamo convinti che la squadra aveva definitivamente esorcizzato il suo lato oscuro, invece, purtroppo, ci sbagliavamo. Quello visto contro il modesto Bra infatti, è stato una Campobasso molle, mediocre e soprattutto senza attributi. Una squadra che in 95 minuti di gioco è riuscita a fare 95 passi indietro (voto 5-).
Sarà stata anche la cronica allergia che colpisce il Lupo quando inizia a respirare la dolce salsedine marina del Golfo del Tigullio – sei gite in riviera, sei sconfitte, e tutte con un minimo di due gol al passivo (3 sconfitte nella Genova rossoblù, 1 a Chiavari contro l’Entella, 2 a Sestri Levante contro il Sestri e il Bra) – ma il vecchio signore delle foreste del Matese, anche questa volta, da infallibile predatore finisce per essere la preda sacrificale.
Questa poteva e doveva essere una gara dove i nostri, soprattutto contro una squadra abbordabile come quella piemontese, avrebbero dovuto dimostrare di poter ambire all’oasi dei play-off, così da poter rinfrescare le nostre aride gole, ancora solcate dal sale della rassegnazione. A oggi, purtroppo, questo sorso di fresca acqua di fonte rimane ancora un miraggio.

Benché il Campobasso abbia avuto la percentuale più alta nel possesso della palla, lo stesso è risultato alquanto elementare, lento, prevedibile e sterile. Infatti, tranne una buona occasione non sfruttata all’alba del secondo tempo, e un paio di tiri abbastanza ordinari nel primo, non abbiamo nel taccuino altre indicazioni da riportare.
Il reparto di centrocampo non ha saputo dare il giusto ritmo al motore rossoblù, troppo bassi i giri per ingranare la marcia della velocità (voto 5). Troppo lento Gargiulo, ancora nei panni di un robottino arrugginito; non pervenuta la qualità, troppo spesso inespressa, del giovane Gala, il quale disconosce il gioco a uno, max due tocchi; sviluppo della manovra sulle fasce poco o niente. Domanda a Mister Zauri (voto 5): perché tenere costantemente in panchina Cerretelli e Di Livio?
Il reparto offensivo è risultato poco mobile e mai pericoloso; forse le peggiori gare disputate da Bifulco e Magnaghi; per nulla incisivi i subentrati Leonetti e Padula.
Imbarazzante il reparto difensivo (voto 4), escluso il portierino Tantalocchi (voto 6,5), decisiva la sua parata al tramonto del primo tempo ed innocente sui gol avversari di La Marca (54′) e Sinasi (66′); senza scusanti gli altri, tra questi Lancini, Serra, Cristallo, Celesia, in versione “belle statuine” nelle due marcature avversarie, entrambe belle, ma troppo facili da realizzare.
Verrebbe la voglia di chiedere ai nostri giovani calciatori, come bagno di umiltà e segno di redenzione, se non sarebbe il caso di rimborsare per intero il costo del viaggio e del biglietto ai 102 eroici tifosi molisani arrivati a Sestri Levante, che hanno consentito ancora una volta di far sentire a casa i rossoblù, i quali, però, hanno mal ripagato l’incondizionato amore, il duro sacrificio, il costante incitamento, la straordinaria passione, ricevuti dai nostri encomiabili supporters (voto 10).
Adesso bisogna archiviare in fretta questa brutta e stropicciata pagina del nostro cammino e pensare subito all’umbro perugino che arriverà in terra di Molise rabbioso per la sconfitta interna nel sentitissimo derby contro la Ternana. Quindi in settimana concentrazione, dedizione, corsa e sudore, e ancora e ancora e ancora… affinché i “baci” che arriveranno da Perugia, siano di cioccolata dolce e non amara.
A proposito di baci e aggiungiamo anche di abbracci, vogliamo inviare un grande e fraterno saluto all’amico “molicinese” Vincenzo De Lisio che, come fecero prima di lui, nel campo del commercio Marco Polo e nel campo dell’evangelizzazione Padre Matteo Ricci; Vincenzo, nell’ambito sportivo sta facendo innamorare dei nostri colori gli abitanti della metropoli cinese di Guangzhou, in particolare Lì Haocong, per tutti Zac.
Zac attraverso la costante opera missionaria di “cambuascianizzazione” dell’amico Vincenzo è diventato uno sfegatato tifoso del Lupo, e oramai non veste più “Prada”, ma solo rossoblù… Pertanto, dal resiliente ed ospitale Molise, rivolgiamo al nostro nuovo lupo, un grande “ti aspettiamo”.
Dall’emisfero occidentale americano a quello orientale cinese, il Campobasso è diventato uno straordinario caso planetario…
Antonio Salvatore
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