Una quindicina di anni fa fu Clemente Zarlenga l’autore dello striscione “L’Ospedale non si tocca” ad aprire la Ndocciata in segno di protesta per come venina sminuito il San Francesco Caracciolo.
Poi, qualche anno dopo, il Comitato de “Il Cittadino c’è” aprì la sfilata dei torcioni ardenti agnonesi con un lunghissimo lenzuolo bianco, tacita contestazione per lo svilimento del nosocomio agnonese.
Quest’anno, e precisamente il 13 dicembre, si è deciso di far partire la Grande Ndocciata proprio dal piazzale ospedaliero e gli stessi Ndocciatori porteranno visibile, sotto la tradizionale Cappa, un simbolo di protesta contro coloro che hanno quasi azzerato la struttura ospedaliera altomolisana.
“Un fiocco bianco con un cerotto da mettere sul petto: il simbolo della lotta in difesa dell’ospedale “Caracciolo” di Agnone e dei servizi sanitari nelle Aree Interne – comunica il sindaco di Agnone Daniele Saia-.
Vi chiediamo di sostenere e condividere l’iniziativa in occasione della ‘Ndocciata del 13 dicembre, che quest’anno partirà con la sfilata dei figuranti direttamente dal piazzale del nostro ospedale. Il modo per ribadire la nostra contrarietà ai tagli che rappresenterebbero una condanna definitiva per i nostri territori. Un ringraziamento a tutti quelli che decideranno di aderire”.

E Saia invita anche quanti vedranno il corteo del fuoco a vestire sugli indumenti il fiocco bianco ed il cerotto proprio per lanciare il messaggio, per sostenere con un grido silenzioso il Caracciolo ed i servizi sanitari nelle aree interne.
Un video quello di Saia pubblicato sui social che fa vedere anche come confezionare con un nastrino, una spilletta ed un cerotto quello che diventerà il simbolo da portare e mostrare soprattutto alle autorità che affolleranno il “palco d’onore” che come sempre sarà allestito in piazza Giovanni Paolo II, luogo questo dove gli ndocciatori piroettano con i torcioni e danno vita a danze col fuoco.
Le oltre mille fiaccole sabato 13 incendieranno Agnone. I portatori delle cinque contrade ed i figuranti che raggiungeranno oltre le ottocento presenze sciameranno come sempre fra un foltissimo numero di turisti. Ma questa del 2025 sarà una Ndocciata, muta e più triste perché la popolazione è stufa oramai di non vedere garantito il diritto alla salute costituzionalmente garantito ed assistere ad una politica dei tagli che compromette l’assistenza sanitaria soprattutto ospedaliera.
Anzi ora la curiosità è vedere quali autorità regionali saranno presenti all’evento di sabato prossimo. Agnone con la sua dignità protesterà in silenzio ma tutti comprenderanno quanto le popolazioni dell’Alto Molise tengano ad un ospedale mortificato e quasi azzerato per scelte inaudite e che per molti versi non si giustificano affatto.















