E si avvicina la Vigilia, giorno davvero sentito ad Agnone per le sue storiche tradizioni come la Natività del Cenacolo Culturale Francescano e del gruppo teatrale de “Le 4 C” e la Ndocciata della Tradizione, quella che fino a qualche lustro fa era l’unica rappresentazione del Fuoco del centro altomolisano.
Ma soprattutto il Presepe Vivente che quest’anno spegne le 65 candeline. La Natività che ogni anno tocca un tema sociale, un Presepe non statico dove attori e comparse recitano, anche se in play back, con le loro voci registrate, in un’atmosfera davvero presepiale come la collinetta vicino all’ospedale chiamata Villa Comunale e dov’è il Monumento all’Emigrante.
Una rappresentazione che anticipa la Ndocciata di una mezz’ora.
Anche quest’anno i pastori, angeli, e soprattutto la Sacra Famiglia daranno vita all’evento sul tema “Sono Io a bussare e sto alla porta” su un canovaccio che ogni anno si rinnova grazie a Giorgio Marcovecchio e Riccardo Longo che curano testi e sceneggiatura.
Circa una quarantina di personaggi in scena. La capanna, le ndocce per illuminare la nascita di Gesù, pastori, animali, una colonna sonora (Roberto e Tancredi Carlomagno) che s’interseca magistralmente nella recitazione, le luci (Gennaro Bonanese e Michele Vitale) che danno emozione alla location, fino all’arrivo dei Re Magi.
Quest’anno sarà Nicola La Rocca di appena un mese o giù di lì, ad essere stretto fra le braccia di Maria (Giada Pannunzio) ed in quelle di Giuseppe (Francesco Spadanuda).
Andrebbero citati tutti gli attori, tecnici e collaboratori. Ma ci piace rimarcare come l’instancabile Giuseppe De Martino (quasi 83enne) riesce a coordinare, e da sempre, tutto il gruppo. Come la fantasia di Paola Patriarca sia unica per l’allestimento scenografico. Di come Saverio La Gamba diriga come regista i movimenti ed anche l’entrata in scena delle ndocce delle cinque contrade che circondano la Capanna.
Un gran lavoro “dietro le quinte” di sarte, truccatrici, costumiste. Di effetti speciali video e luci. Della direzione religiosa di don Onofrio Di Lazzaro. E colonna storica della Natività è Oreste Palmiero che dietro il mixer, ed insieme ad altri collaboratori, supervisiona tutta la parte tecnica e detta i tempi. Unico, forse, a non apparire più di tanto ma che da una vita è in quella postazione che fa vivere la Natività come se fosse vera.
Sessantacinque anni di Presepe Vivente per celebrare la Vita che nasce e la speranza che alimenta ancora le fiamme delle Ndocce, luce vera di questa “Piccola Bhetlemme”, così come amò definire Agnone Sua Santià Giovanni Paolo II°.
Appuntamento dunque con la Natività per il 24 dicembre alle ore 17.00 per poi scaldarsi con la Ndocciata, ultimo fiume di fuoco agnonese per questo 2025.












