Diciamoci la verità, dopo troppi anni di campionati vissuti in serie anonime, in campi poco più grandi dello “Sturzo”, in località a volte anche di difficile individuazione geografica, non siamo più abituati a vederci in ambienti così importanti come il famoso Stadio “Cino e Lillo Del Duca” di Ascoli.
Come possiamo, guardando i calzettoni rossi dei calciatori ascolani, indossati in ricordo dell’intramontabile presidente bianco-nero Costantino Rozzi e del suo vezzo scaramantico, non essere travolti dal turbine dei ricordi.
Come possiamo, vedendo gli spalti assiepati da più di diecimila anime pulsanti di entusiasmo, benché avversari, non rifugiarci nelle pieghe più preziose e forse anche più nascoste della nostra più dolce memoria pallonara. Troppi “più” vero? Ma questo è quello che ci detta il cuore nel mentre digitiamo i tasti dell’oramai inseparabile amica tastiera; e allora lasciamo che i “più” questa volta ci travolgano nei rammenti del passato …
Ricordi di un calcio meno ricco ma più romantico; meno televisivo ma più vissuto; meno saccente ma più genuino; meno autoreferenziale ma più vicino alla gente; meno poltrona da cinema ma più asfalto da cortile; meno repressivo ma più democratico; e tanti altri ancora meno e più…
Ricordi di una generazione che ha avuto il privilegio di sognare quando si giocava la schedina il sabato con gli amici, di fremere la domenica pomeriggio quando si ascoltava alla radiolina “Tutto il calcio minuto per minuto”, e di stare incollati poi alla tv per guardare i gol a “90° Minuto”, ecco, noi siamo quella generazione e per questo baciamo in terra.
Adesso è tempo di svegliarsi, torniamo all’ottimo pareggio che il miglior Campobasso della stagione (voto 7+) è riuscito a strappare nella difficile tana dei piceni.
Un collettivo, quello rossoblù, che finalmente ha giocato come un sol uomo, con grinta e determinazione, lottando su ogni pallone, digrignando le zanne contro i più quotati atleti di casa.
Una squadra quella schierata da mister Zauri (voto 7+) che, grazie alla compattezza di tutti i suoi reparti è riuscita a interpretare la gara in maniera perfetta. Il primo tempo giocato alla pari, anzi, a dirla tutta, i nostri avrebbero meritato almeno un gol o anche due di vantaggio; purtroppo, una volta per un’imprecisione (abbastanza clamorosa), un’altra per sfortuna (ci giungono notizie che il palo ancora trema), il risultato è rimasto avaro di marcature. Il secondo tempo, arretrando il baricentro indietro di qualche metro, ma riuscendo sempre e senza particolari patemi d’animo ad amministrare la pressione ascolana.
Ottima anche la prestazione arbitrale del milanese De Angeli (voto 7), che ha avuto l’intelligenza e l’onestà di rivalutare la precedente decisione sull’assegnazione del calcio di rigore.
L’unica nota stonata della giornata rimane la discutibilissima decisione degli organi competenti di limitare l’ingresso per i tifosi molisani ai soli possessori della cosiddetta “tessera del tifoso”, bloccando così in maniera consapevole, l’esodo della tifoseria rossoblù – ricordiamo a tutti essere tra le più corrette d’Italia – Se da un lato questa imposizione ha negato una libera partecipazione popolare, dall’altro è riuscita a compattare un’intera città, solo 21 sono state le tessere richieste e rilasciate. Il popolo campobassano ha fatto quadrato intorno ai suoi tifosi più veri, scrivendo una magnifica pagina di resilienza.
Che dire di più (torniamo ai più…)? Buon Natale a tutti.

(Striscioni apparsi domenica mattina in città)
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