Si chiudono le manifestazioni legate al fuoco di Agnone. Il mese di dicembre è stato caratterizzato da due ndocciate e dalla Festa dei Riti del Fuoco che hanno portato migliaia di turisti nel centro alto molisano. Certamente un tourbillon di emozioni soprattutto per i protagonisti come gli ndocciatori delle cinque contrade, i figuranti, e gli organizzatori che come sempre hanno dato il meglio perché tutto si svolgesse per il meglio.

“Una Ndocciata quest’anno che ha avuto un messaggio sociale che non può essere dimenticato –afferma Beppy Marinelli Presidente dell’Associazione Ndocciata- e mi riferisco a quello sulla tutela della sanità e dell’ospedale Caracciolo di Agnone. Speriamo che passate le emozioni legate al fuoco si concretizzi davvero qualcosa di duraturo per la tutela del diritto alla salute di queste popolazioni”.
Appena terminata la Ndocciata della Tradizione del 24 dicembre il sindaco Saia ha rivolto il pensiero ad un’Agnone che ha necessità di ripresa e di difesa.

“In tempi così difficili, segnati da conflitti e crisi economiche –ha fatto eco il sindaco Saia- il Natale ci chiede di riscoprire il valore dello stare insieme e del non voltarsi dall’altra parte. Ci chiede di non lasciare indietro chi è solo, chi non può festeggiare. Dopo la bella rappresentazione della Natività, le luci delle ‘ndocce hanno illuminato nuovamente Agnone. Si tratta del segno visibile di una comunità che ha imparato a non temere la notte, perché sa come accendere la luce.
E voglio esortare tutti a lavorare per conservare questa luce. La difesa dei nostri diritti, la difesa del nostro ospedale passa dall’impegno collettivo. Passa dalla forza di una comunità che non vuole arrendersi a destini nefasti.
Nel segno di questo impegno, il mio augurio a tutti per questo periodo natalizio e per un 2025 che va a finire”.












