Scende in campo anche il primo cittadino di Pizzone Vincenzo Di Cristofano per il sit – in del sindaco di Isernia davanti al ‘Veneziale’
“Prendo atto con rispetto e convinzione dell’iniziativa assunta in prima persona dal Sindaco di Isernia a difesa dell’ospedale cittadino, oggi sempre più indebolito da una grave e inaccettabile emorragia di medici e di reparti essenziali. Un’azione che rompe finalmente il silenzio e l’immobilismo che da troppo tempo circondano il progressivo smantellamento della sanità pubblica nella nostra Provincia.
Desidero esprimere piena, convinta e totale solidarietà e vicinanza al collega Sindaco Castrataro, che ha scelto di assumersi una responsabilità istituzionale e morale nel difendere un diritto fondamentale: la salute dei cittadini. Ritengo con forza che la tutela della sanità pubblica non debba avere bandiere politiche, né colori di partito. La salute non è né di destra né di sinistra: è un diritto costituzionale che va difeso senza ambiguità, senza tatticismi e senza calcoli elettorali.
Mi auguro che l’iniziativa del Sindaco di Isernia rappresenti finalmente una scossa vera, capace di costringere chi ha responsabilità di governo regionale e nazionale ad agire concretamente e non più a parole. Le aree interne non possono continuare a essere trattate come territori di serie B, buoni solo per convegni, slogan o “cartoline” da esibire e poi puntualmente abbandonati. Da decenni assistiamo a un progressivo depauperamento dei servizi essenziali, a partire dalla sanità, che alimenta uno spopolamento drammatico e continuo, condannando intere comunità all’isolamento e all’abbandono.
Senza ospedali funzionanti, senza presidi sanitari adeguati, senza medici e infermieri, non c’è futuro possibile per le aree interne. È tempo che alle parole seguano atti concreti, risorse certe e scelte coraggiose, perché continuare a rinviare significa essere complici di un declino annunciato.
Per queste ragioni ribadisco piena solidarietà al Sindaco di Isernia, Piero Castrataro, auspicando che questa battaglia diventi una mobilitazione comune di tutti i sindaci, al di là delle appartenenze, per la difesa della nostra dignità e quella dei nostri territori e dei diritti dei nostri cittadini.”











