Metti una domenica di dicembre in Umbria a Collelungo di San Venanzo (TR), prendi una persona dall’animo nobile che elargisce sorrisi e serenità ai suoi compaesani, Yam Salia Yamehogo, immagina due zampognari arrivati dal paesino di Castelpetroso (Is) in Molise, Antonio Scioli e Floriano Cifelli.
Unisci una donna in abito tradizionale di Longano (Is) Antonella Gatta, che fa sgranare gli occhi al solo pensiero di vite passate e si è composta la ricetta magica per evocare emozioni autentiche al sapore di fanciullezza e genuinità. In quella giornata si è svolta una tradizionale novena itinerante che, sebbene fosse iniziata come una semplice richiesta di esibizioni domiciliare, si è trasformata in un’esperienza profondamente comunitaria.
La partecipazione alla Santa Messa celebrata da Don Ruggero ha favorito un momento di unione, ma ciò che ha veramente toccato tutti i presenti è stata la vibrante celebrazione delle tradizioni locali ed il richiamo della musica popolare che ha portato il ricordo di tempi antichi. Il pranzo familiare consumato a casa di Gabriella, Salifù (come sono soliti chiamarlo gli amici) e Howard ha contribuito a rendere la giornata ancora più preziosa.
Le dolci note delle zampogne hanno risuonato tra le abitazioni, creando un’atmosfera di calore e condivisione. È incredibile come la musica tradizionale possa attraversare le barriere della sofferenza e della disabilità, portando un raggio di luce nei cuori di chi vive quotidianamente la lotta contro patologie invalidanti. Alle porte del 2026 una riflessione appare d’obbligo circa gli avvenimenti di questo anno che stiamo ancora vivendo.
Possiamo ricordare eventi personali, comunitari o addirittura mondiali, ma è strabiliante come ci accomuni un senso di inadeguatezza rispetto all’infinito tanto immenso. Una riflessione sul posto dell’uomo nella catena della vita.
Allora forse, le lacrime di quelle persone sofferenti possono essere l’antigelo del nostro cuore, che sia sempre disposto all’accoglienza. Quella vera senza voler cambiare il Mondo partendo dall’eclatante, poiché le tragedie sono troppo grandi per un solo uomo.
I racconti che accompagnavano le melodie, legate all’abbigliamento storico e alle tradizioni locali, hanno reso l’incontro tra le generazioni non solo un momento di socialità. Gli anziani hanno condiviso aneddoti con i più giovani, creando un ponte tra passato e presente; in alcune famiglie i piccoli non sapevano nemmeno cosa fossero gli zampognari.
Quello che ha lasciato un segno indelebile è stata la visita alle famiglie colpite da disabilità e
sofferenza psichica. Gli occhi pieni di lacrime dei partecipanti, già dalle prime note, hanno raccontato storie di emozioni e vulnerabilità, dimostrando come la musica possa svolgere un ruolo terapeutico e di conforto.
Essa ha permesso a tutti di riempire il silenzio della solitudine e della sofferenza, trasformando un momento di tristezza in un’occasione di condivisione e speranza.
Con questo ricordo, di una giornata dell’anima, io personalmente a nome di una associazione come Il Costume dell’Anima che condivide solo valori autentici di solidarietà vi augura un 2026 di purezza e sincerità.
The Magic of Tradition: A community gathering in Advent and the dearest wish for a year of authentic feelings from the “Costume dell’Anima”**
Imagine a December Sunday in Umbria in Collelungo di San Venanzo (TR), take a person with a noble spirit who spreads smiles and serenity to their fellow villagers, Yam Salia Yamehogo, picture two bagpipers arriving from the village of Castelpetroso (Is) in Molise, Antonio Scioli and Floriano Cifelli.
Combine this with a woman in traditional dress from Longano (Is), Antonella Gatta, who amazes at the mere thought of past lives, and you have composed the magical recipe to evoke authentic emotions flavored with childhood and genuineness. On that day, a traditional itinerant novena took place which, although it started as a simple request for home performances, transformed into a deeply communal experience.
The participation in the Holy Mass celebrated by Don Ruggero fostered a moment of unity, but what truly touched everyone present was the vibrant celebration of local traditions and the call of popular music that brought back memories of ancient times. The family lunch shared at the home of Gabriella, Salifù (as friends are accustomed to calling him), and Howard contributed to making the day even more precious.
The sweet notes of the bagpipes resounded among the homes, creating an atmosphere of warmth and sharing. It is incredible how traditional music can cross the barriers of suffering and disability, bringing a ray of light to the hearts of those who daily struggle against disabling conditions. As we approach 2026, it is essential to reflect on the events of this year that we are still experiencing.
We can remember personal, community, or even global events, but it is astonishing how we share a sense of inadequacy in relation to the immense infinity. A reflection on man’s place in the chain of life. Perhaps the tears of those suffering can be the antifreeze of our hearts, always willing to welcome. A true welcome, without wanting to change the world starting from the spectacular, because tragedies are too great for one person.
The stories accompanying the melodies, linked to historical clothing and local traditions, rendered the meeting between generations not just a moment of social interaction. The elders shared anecdotes with the younger ones, creating a bridge between the past and the present; in some families, the youngsters didn’t even know what bagpipers were.
What left an indelible mark was the visit to families affected by disabilities and mental suffering. The tear-filled eyes of the participants, right from the first notes, narrated stories of emotions and vulnerability, demonstrating how music can play a therapeutic and comforting role. It allowed everyone to fill the silence of solitude and suffering, transforming a moment of sadness into an opportunity for sharing and hope.
With this memory of a soulful day, I personally, on behalf of an association like Il Costume dell’Anima, which shares only authentic values of solidarity, wish you a 2026 filled with purity and sincerity.











