Non sarà un capodanno come gli altri per il sindaco d’Isernia Piero Castrataro. Anche nella lunga notte di San Silvestro assicurerà il presidio con la tenda davanti all’ospedale Veneziale. Un impegno determinato, serio e fermo. Ovviamente non sarà lasciato da solo e c’è da chiedersi se assisterà a qualche piacevole sorpresa che amici, amiche e gli stessi isernini gli riserveranno per fargli compagnia e salutare insieme il 2026.
La giornata di oggi per il primo cittadino si è aperta con la dichiarazione del Presidente della Provincia dell’Aquila e sindaco di Castel di Sangro Angelo Caruso che, fatalità, dopo gli interventi video ad Amolivenews del sindaco di Pescocostanzo Roberto Sciullo e del Presidente ella Comunità del Pnalm Antonio di Santo, ha diramato una nota stampa in cui ha lanciato la proposta degli accordi di confine tra Abruzzo e Molise, ovviamente sul tema della sanità e per gli ospedali del territorio.
Tema che – in verità- negli anni è stato evocato più volte come soluzione pragmatica ai limiti geografici e demografici delle aree interne, ma che, nonostante le dichiarazioni di intenti, fatica ancora a tradursi in atti concreti.
Per Castel di Sangro, un accordo strutturato con il Molise è da tempo considerato una necessità impellente per garantire la sopravvivenza e il pieno funzionamento dell’ospedale, presidio fondamentale non solo per l’Abruzzo montano, ma anche per numerosi cittadini molisani che gravitano nel reparto di Ortopedia.
Dall’altra parte, per Isernia un’intesa con l’Abruzzo sarebbe una mossa strategica vincente, soprattutto in funzione del mantenimento di servizi sanitari di alta specializzazione, come l’emodinamica. Un bacino d’utenza più ampio, garantito da accordi interregionali stabili, rafforzerebbe numeri e sostenibilità, mettendo al riparo reparti oggi spesso in bilico tra tagli e ridimensionamenti.
Più recentemente, anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha discusso la questione con il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, lasciando intendere una possibile riapertura della questione. Tuttavia, a quelle parole non sono seguiti passi operativi concreti, né atti amministrativi capaci di dare forma a una vera cooperazione sanitaria di confine.
Perché tutto sembra fermarsi ogni volta sul più bello? Le ragioni potrebbero essere molteplici. C’è anche chi, sottovoce, ipotizza interferenze o contrappesi territoriali che potrebbero provenire dal venafrano….
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