Ve la rivelo di getto, proprio come so fare io, eccola: No, non mi candiderò alle prossime elezioni comunali di Roccaraso. E così si è sgombrato il campo da ogni possibile equivoco.
Ci vuole tempo, non questa primavera, la successiva Ma a Roccaraso i movimenti bradisismici sono già incominciati. C’è chi va in crescendo e spera di arrivare alla fine. C’è chi era stato designato da una specie di stregone politico e pare che abbia rinunciato, facendogli abbassare il terreno sotto i piedi. C’è chi ha in sé i due movimenti e pare che li incominci ad avvertire ritmicamente, dimostrando di non avere più quella calma serafica all’apparenza.
Ma torniamo a me, al quale si sono già rivolte un paio di persone per spingermi a fare qualcosa. Uno addirittura ha veramente esagerato affermando che in questo momento potrei essere io il risolutore dei problemi roccolani. No, non è affatto così, Proprio per niente, vi vorrebbe una squadra completa e forte. E sapete perché?
Perché Roccaraso si è ficcata in una situazione irrisolvibile per me. Ovviamente di tipo turistico. Non c’è un buco da riparare, Roccaraso è diventata una Gruviera e a mio giudizio non ci sono pezze che reggano.
Cinque anni fa ci ho provato, dopo aver fatto un tentativo cinque anni prima, ma il clima non sì rivelò favorevole. Al freddo si aggiunse e in maniera determinante una nebbia che insistentemente risaliva dal fiume posto a valle, e si diradò solo quando chiusi l’opuscoletto del programma che avevo scritto e lo gettai alle ortiche.
In tanti furono felici e contenti, sicuri che avendo evitato un ostacolo, per certi versi insormontabile date le mie “folli” idee su questo paese, e soprattutto pericoloso per l’intento di promuovere in maniera forte e convincente, in caso di vittoria, la formazione di un unico ente istituzionale degli Altopiani Maggiori d’Abruzzo: il Comune di AMA.
Questa non è una mia stupida fissazione. Ma è la ragione per cui il problema del futuro turistico di questo particolare territorio vocato quasi esclusivamente al turismo, avendone una storia più che centenaria, non appare più all’orizzonte, perché la forza per farlo riemergere, come fa il sole, non riesce ad esprimerla singolarmente e su posizioni di retroguardia, obsolete, ogni singolo comune. Sugli Altopiani più che mai la fusione degli enti, sia essa calda o fredda, ha necessità di esprimere tutto il suo potenziale nucleare, che avrebbe solo risultati positivi, privi di pericoli di scorie radioattive.

Ho lavorato con passione durante la mia vita e solo poche volte ho visto un barlume di programmazione, che per me è fondamentale. Alcune cose buone sono state per lo più frutto di improvvisazione, ma una costante programmazione organica non l’ho mai vista. Per me chiamare a raccolta la comunità per ascoltarla è atto fondamentale.
Per me affidare a professionisti del turismo, una Università, per lo studio su Roccaraso e sul suo futuro è opera imprescindibile, visto che nessuno sa indicare con professionalità dove si vuole andare.
Insomma non mi voglio dilungare più di tanto, tanto non serve a nulla, per me questa località turistica non ha più un futuro.
E sapete perché? Dovreste saperlo già, ve l’ho detto in tutte le salse decine e decine di volte: il futuro di Roccaraso ha ormai davanti a sé un muro insormontabile, diffuso in ogni suo angolo di territorio, ma quel che è più grave è che quel muro si trova nelle teste della maggior parte dei miei concittadini: è il muro del cemento armato.
E io non saprei proprio come agire per districarmi in questo labirinto osceno.
Perciò a quei quattro gatti, non me ne vogliano se li considero così, sono amici e persone che evidentemente mi stimano, ripeto: no, non è più per me. Lascio ad altri e spero che siano più bravi di me a riconferire dignità turistica a Roccaraso. Certo non aggiungo l’invito alla fusione, questa idea appartiene solo ad un povero illuso.
Cari concittadini, cari amici che mi seguite da ogni parte, come vedete proprio il primo dell’anno vi ho rivelato una buona notizia. Ancora buon anno.
Ugo Del Castello















