È di qualche tempo fa il mio scrivere sulle 5 rotatorie stradali che regolano il traffico sulla Strada statale 17, tra il bivio di Monte Pratello e quello di Pietransieri; quest’ultima da poco terminata ed in via di definitiva sistemazione.

Prendevo spunto da alcune rotatorie pubblicate sui media e poste all’ingresso di Moena e di Canazei e completate da opere che caratterizzano quelle località con lo scopo di accogliere degnamente il turista e il viaggiatore che le attraversano.
Il suggerimento che esplicitai le riguardava tutte e cinque con elementi pubblicitari che dovrebbero caratterizzare le tre località attraversate, l’attività sciistica quale elemento prevalente dell’economia locale e un pezzo, doloroso, della storia che stravolse la vita degli abitanti della frazione di Pietransieri.
Vi ripeto quella che fu una mia semplice idea, maturata davanti al pietrame e alle erbacce che le caratterizzano e che caratterizzano indegnamente il nostro territorio.
Per la rotatoria di Monte Pratello l’elemento simbolo dovrebbe essere il cesto dell’antico impianto di risalita che lì saliva sulla cima più alta.
Per la rotatoria successiva alla galleria dovrebbe essere inevitabile riprodurre l’elemento simbolo di Rivisondoli che è il Presepe Vivente. Andando avanti c’è l’inizio della Statale 84 che passa sotto l’abitato di Pescocostanzo e lì credo proprio che qualcosa che abbia a che fare col prezioso merletto al Tombolo è opera d’obbligo.
C’è poi la rotatoria che immette all’abitato di Roccaraso. È questa la località turistica più antica degli Altopiani e formare una piccola commissione di cittadini, legati particolarmente al paese, darebbe sicuramente l’idea giusta all’artista che ci dovrebbe lavorare.
Ultima, almeno fino ad oggi (a meno che non si aggiunga quella di Fonte Eremita, il cui nome della località è tutto dire, per la storia che ci è legata), è quella del bivio che smista il traffico per Pietransieri.
E qui, come ho ricordato poc’anzi non si può fare a meno di ricordare l’Eccidio che compì l’Esercito tedesco nell’autunno del 1943. La Provinciale per Pietransieri nasce davanti alla Caserma dei Carabinieri di Roccaraso e prima di giungere sulla rotatoria, con il nuovo ponte attraversa il Torrente Rasine. Per questo e in concomitanza della ricorrenza dell’Eccidio che cade il 21 novembre, avevo suggerito di intitolarlo “Il Ponte per i Limmari”, località precisa dove si svolsero i tragici fatti di guerra.
Bene, anzi male direi, se solo tornando indietro di un pugno di anni, ci possiamo chiedere perché le rotatorie, ovviamente a cura dei tre Comuni – perché pare che l’ANAS, concessionaria della S.S. 17 sia interessata solo a costruirle e lasciare il lavoro incompiuto senza spargervi un filo di erbetta per sottrarle alla più becera sciatteria ambientale – non si sia provveduto a caratterizzarle per l’occhio attento del semplice viaggiatore, o costituirle da elemento di accoglienza al turista che si va ad ospitare. Come detto: Dolomiti docet!
Oggi e perciò devo dirvi, per ovvia ragione espressa e con sommo piacere, ho appreso, attraverso alcune foto
pubblicate (una l’ho “rubata” e ve la propongo, nessuno me ne voglia), che il Comune di Pescocostanzo, all’ingresso del paese e con lo smistamento della Strada provinciale che prosegue verso Cansano ha inaugurato una piccola stele posta al centro di quella rotatoria.
Era presente Angelo Caruso, Presidente della Provincia de L’Aquila e il Presidente regionale dell’Associazione dei Borghi più belli d’Italia. L’opera che rappresenta una donna in costume, che reca sul capo una conca d’acqua, è stata realizzata dai fabbri Nicodemo ed Enrico Donatelli di Pescocostanzo. È veramente un’opera d’arte che segue quel filo logico che ho impresso con il mio suggerimento di poc’anzi.
Cari lettori, il giorno di Capodanno, prima di rivolgervi gli auguri, vi ho enunciato il mio desiderio di scrivere anche per fatti positivi che riguardino finalmente Roccaraso e gli Altopiani.
Ecco, diciamo che con questo articolo, nel prendere atto del solito ed apatico immobilismo delle nostre comunità, ad iniziare dall’accoglienza e dall’ospitalità turistica, ed in riferimento però alla brillante idea di Roberto Sciullo, Sindaco di Pescocostanzo, posso affermare che qualcosa si stia muovendo e perciò vi ho scritto nuovamente e di getto, partendo proprio dall’iniziativa pescolana; località dove ho concluso la mia attività lavorativa di responsabile finanziario di quel Comune e che di quella viva comunità ho spesso apprezzato tante iniziative che la caratterizzano positivamente.
Perciò a tal proposito intendo darvi uno speranzoso arrivederci, nell’attesa che presto accada qualcosa di importante. A proposito, cari Sindaci, non dimenticatevi, se vorrete metterci mano, della preziosa e artistica attività del Maestro Roberto di Jullo; uomo che gli Altopiani li conosce a menadito.
Ugo Del Castello
















