(Minuto di raccoglimento in ricordo delle vittime di Crans-Montana)
Solitamente un evento di gala è un appuntamento mondano, elegante, dove il dress code è ingessato nella stretta cornice della forma. Solitamente, non sempre, appunto….
Quello andato in scena all’«Axum Molinari Stadium» infatti, non rientra nei canoni classici e formali tanto amati dell’alta società, ma esattamente il contrario. Il rito domenicale della tribù del calcio, consumato a Campobasso, ha interessato l’altra società, quella popolare; dove l’eleganza è stata dettata dai colori delle sciarpe e dei cappelli, quali elementi simbolico-religiosi, segni di appartenenza e condivisione di una fede e dove il dress code è stato ingessato dal sudore e dal fango incrostato sulle maglie e sul viso dei nostri ragazzi che, con un tempo da lupi, si sono comportati da Lupi (voto 7,5), un’immagine che oramai si era persa nella mediocrità del calcio moderno.
Ospite d’onore, la prima della classe, la nobile Ravenna, città di antica storia e di alto lignaggio culturale.
Un ricevimento maschio, tignoso, a tratti ruvido, aperto da un aperitivo dove i giallorossi romagnoli hanno cercato di arrivare per primi al tavolo del buffet, chiuso alla degustazione da un monumentale Tantalocchi (voto 8); vale un gol la doppia parata sulle altrettante conclusioni ravvicinate avversarie.
Dopo di che sono state servite le portate più sostanziose, quelle più “contadine”, fatte di torcinelli e carne di cinghiale, verso le quali gli stomaci dei ragazzi di casa si sono dimostrati più ignoranti e voraci, in confronto a quelli più delicati degli eleganti ospiti.
Tra una portata e l’altra, l’intrattenimento musicale, vocale e coreografico è stato assicurato dall’impianto vocale della Curva Nord (voto 9) e da quello portato in Curva Sud dai circa duecento tifosi arrivati da Ravenna (voto 9).
Ovviamente, a ogni ricevimento che si rispetti, non può mancare il momento del ballo. Il primo si è lasciato apprezzare al 51′, quando Gala (voto 8), formato Miguel Angel Zotto, ha regalato alla platea un serie di passi di tango: laterale sinistro, laterale destro e incrocio… palla in rete, uno a zero.
Immediatamente dopo è stata la volta dell’esibizione del ravennate Luciani che, al 56′, pareggiava i balli con un semplice passo di liscio romagnolo dagli undici metri.
Ma la terra del Sud non dimentica le sue origini folkloriche, quindi, poco prima del fine festa, regalava all’80′ l’ultimo ballo, una tarantella corale campana, terminata di nuovo con il passo sinistro del provetto ballerino napoletano Gala… palla ancora in rete, due a uno. Semplicemente emozionante.
Il pomeriggio di Gala volgeva al termine con il consueto brindisi finale, consumato con i calici rivolti verso l’alto della Nord che ricambiava l’omaggio con cori e applausi al Campobasso più bello e vigoroso della stagione
Una dolce e collettiva ubriacatura per una vittoria di prestigio che fa gonfiare i petti. Da tempo, da troppo tempo, la prima della classe non cadeva nella tana del Lupo.
Non dimentichiamo di menzionare il maestro di ballo mister Zauri (voto 7,5), che sta disponendo i ragazzi in maniera più attenta ma senza rinunciare al gioco d’attacco, una squadra che nelle ultime partite sta dimostrando bellezza e sacrificio, sudando con la grinta la maglietta.
Buon inizio 2026, e che inizio…..
Risultati finali:

Classifica:

















