Nel borgo di Letino, la notte del 31 dicembre oltre ad essere una sfida al freddo del Matese, non è una semplice ricorrenza, ma un rito collettivo che trasforma il gelo dell’alta quota nel calore vibrante di una comunità unita dal senso di appartenenza.
È la notte di “Santo Silvestro”.
Tutto ha inizio quando si fa sera e la notte avvolge il borgo per dare il via ad una tradizione fatta di voci che risuonano in giro per il borgo, tra i vicoli e le strade principali bussando alle porte delle case.
Dopo aver attraversato ogni angolo di Letino, il corteo torna in piazza, cuore pulsante del paese. Davanti ad un maestoso falò, i doni raccolti durante il cammino e offerti generosamente dalle famiglie.
In questo momento, dai panettoni ai brindisi, tutto diventa un pretesto per restare uniti, con i volti illuminati dalle fiamme, mentre la notte prosegue instancabile tra stornelli e balli popolari.
La forza di questa tradizione risiede nei suoi interpreti, persone che ogni anno dedicano anima e fiato per mantenere vivo il passato. Da diversi anni, la comunità è onorata dalla presenza della cantautrice e attrice Athena Maryam che, con la sua voce incanta chiunque l’ascolti, è diventata un pilastro delle notti di fine anno, portando una grazia speciale in ogni angolo del borgo.
Questa voce meravigliosa si fonde, nel cuore della piazza, in un coro fantastico di canti popolari insieme alla bellissima voce di Daniela Cardarelli e al canto di Raffaele Tartaglia. Insieme a loro, il Vicesindaco Oliviero Cristinzo e l’Assessore Armando Tomasone uniscono le proprie voci al coro, a testimonianza di quanto questo evento sia sentito profondamente da ogni persona della communità.
Ma la musica ha bisogno anche di ritmo e di un’anima strumentale.
Ad accompagnare le voci non può mancare il suono ancestrale dell’organetto del mitico Samuel Tomasone , custode di un linguaggio musicale che non ha bisogno di spartiti, ma che con maestria e passione restituisce vigore alle note antiche.
Accanto a lui, il talento di Kevin Stefanini , polistrumentista della serata, con un ritmo travolgente diviso tra la fisarmonica e la tammorra, intrecciando la sua abilità tecnica a una voce pazzesca. A completare il quadro dei suonatori c’è l’instancabile Luigi Tomasone, tra canto a ritmo di tammorra.
L’augurio del borgo è che questa melodia non resti chiusa tra le montagne. La speranza per il prossimo 31 dicembre è che nuovi visitatori e amici possano unirsi al cammino, per scoprire la bellezza di intonare insieme le canzoni popolari e vivere un’esperienza che va ben oltre il semplice festeggiamento.
Il protagonista assoluto, va detto, restano i versi del “Canto popolare di Santo Silvestro”.
Di seguito i versi da tenerli in mente per il prossimo anno:
“Santu Silivestru che nui cantammu presctu
Oggi è la festa e rimani è gl’annu novu.
Rit. Gira in tornu la cumpagnia spera per ogni via di questa cità.
Santu Silivesctru che ‘mbarvisu sctai
Scampa sta casa ra pen’ e ra uai.
Rit.
Sussi madamma fa presto signora
Dacci l’onore che notte si fa.
Rit.
Mitt’c’ manu a la borza r’ seta
Diu v’ la uarda la vostra muneta.
Rit.
Mitt’c’ manu a la borza r’ l’oru
Diu v’ lu uarda ru vosctru tesoru.
Rit.
Tira e sb’rlonga p’ finu a Santa Lena
Diu v’ la uarda la vosctra muglier’
Rit.
N’goppa a na tuvaglia na cocchia r’ palummi
Oi palummell’ che purtat’ ‘npizzu.
Rit.
Carogani e cannella battesumu r’ Crisctu
Prima fu Crisctu e poi canto ru agliu.
Rit.
Sera la viddi la stella matutina
Maria verginella a ru pr’ssepiu.
Rit.
Venuta primavera fioriscun ri frutti
Capurannu a tutti e bona sera.
Capurannu a tutti e buonasera. (nat’ e centu patro)



















