Il borgo di Letino, il paese più alto dell’Alto Casertano, è stato il protagonista di un emozionante documentario trasmesso su Rai 3 durante il programma Geo&Geo, a cura di Valter Torri. Un racconto che ha saputo intrecciare la maestosità della natura con la profondità delle radici locali, portando i telespettatori in un angolo di provincia dove il tempo sembra essersi fermato. Il viaggio è iniziato tra le bellezze degli specchi d’acqua che definiscono l’identità di questo territorio.

Non solo il Lago di Letino, bacino artificiale che regala panorami di una bellezza incontaminata ma anche il Lago di Gallo Matese, nonostante porti il nome del comune confinante, una parte significativa del suo perimetro ricade proprio nel territorio letinese. Il servizio ha poi allargato lo sguardo verso il Lago Matese, il lago carsico più alto d’Italia, anch’esso incluso nel territorio di Letino, sottolineando la ricchezza naturalistica di un’area dove l’acqua è l’elemento dominante e vitale.
Dalla natura si è passati alla cultura materiale con uno dei momenti più suggestivi, il racconto del costume tradizionale, riconosciuto come patrimonio culturale e immateriale della Regione Campania. Grazie all’arte di Cecilia, i telespettatori hanno potuto ammirare l’intreccio artistico della lana su un piccolo telaio per la creazione delle “Cinte”, i preziosi ornamenti del vestito.
Le telecamere hanno documentato il meticoloso rito della vestizione della sposa, un processo lento e quasi sacro che vede l’uso di tessuti pregiati e gioielli antichi. Un patrimonio che quasi tutte le famiglie letinesi continuano a custodire con orgoglio, fungendo da ponte tra il passato e le nuove generazioni.
Il documentario ha dato voce anche al talento locale, Angelo Ciarlo, maestro nell’arte del ferro che ha tramandato la sua passione al figlio Sebastiano, e l’artista Sabina Lanni, che con la sua matita cattura l’essenza delle bellezze naturalistiche del luogo. Spazio anche all’imprenditoria giovanile con la storia di tre ragazzi che, per amore del borgo, hanno aperto un’attività dedicata agli amanti dei picnic, offrendo una struttura organizzata per accogliere i turisti e valorizzare l’accoglienza locale.
Il racconto è poi tornato sulle rive del lago con Amedeo Santomassimo, di Matese Discovery, istruttore di canoa, che ha mostrato come lo sport sia lo strumento perfetto per scoprire angoli nascosti e silenziosi del bacino, promuovendo un turismo lento e rispettoso.
Infine, il servizio ha celebrato il progetto “Love Matese”. Nato quasi per gioco dopo un corso per diventare guida escursionistica, rappresenta l’amore viscerale per la propria terra. Quella che era nata come una sfida tra amici è oggi una realtà consolidata che valorizza il territorio attraverso il trekking e la riscoperta dei sentieri, dimostrando che il futuro dei borghi dell’Alto Casertano è nelle mani di giovani professionisti appassionati.
In un’epoca dominata dalla frenesia, Letino si offre come un rifugio raro, un invito a staccare la spina per immergersi nel silenzio profondo della sua natura. Visitare questi luoghi significa però approcciarsi con passo lento e sguardo attento, pronti a ricevere la pace che solo il Matese sa donare, ma senza pretese e con il massimo rispetto per un ecosistema tanto maestoso quanto delicato. Un invito a riscoprire l’essenziale, lasciandosi cullare dai ritmi di un borgo che, oggi più che mai, custodisce l’anima autentica dell’Alto Casertano.
Anto Pinelli












