
(Minuto di raccoglimento in memoria di Rocco Commisso, Presidente della Fiorentina)
Con la doppietta di «ruralissimo» Bifulco (voto 8,5), il Campobasso (voto 7) non solo allunga la striscia positiva a cinque risultati utili consecutivi, ma si tuffa con prepotenza nelle calde acque dei playoff.
Che la serata sarebbe stata piacevole lo si era capito sin dal pre-partita, quando la frizzante aria di Selvapiana è stata rapita dall’immortale musica dei mitici anni ‘80 e ’90, lanciata dai sapienti piatti del nostro dj Mr. Frangetta. Una successione di vinili che Pietro Domeneghetti, cuore rossoblù, ha prima plasmato, poi reso pura energia. Tu sei romantico…, così da ricordare anche la scomparsa di Tony Dallara, campobassano di nascita.
Ancor più elettrica è stata la prova offerta dai nostri beniamini, che hanno saputo interpretare la gara in maniera intelligente e impeccabile. Una squadra che è riuscita a trovare il giusto equilibrio tattico, in un ingranaggio di gioco dove i penduli delle fasce laterali sono oramai un elemento imprescindibile per renderlo perfetto.
Non di meno è stato lo spirito combattivo con cui i rossoblù hanno affrontano la pugna contro il falchetto emiliano.
Non solo grinta e sudore, ma anche genio e poesia. Si, esattamente questo, un abbraccio tra il genio e la poesia, perché queste sono state le due reti di Bifulco (21′) e (78′). Due canti di sirena che hanno prima ammaliato il portiere avversario, poi, con un delicato soffio hanno librato in aria due palombelle dalle ali dorate, posate dolcemente sotto la traversa rivale. Brividi…
Goals che non hanno lasciato indifferente nemmeno il telecronista di NOW TV, che ha definito la prima rete «alla Mertens», la seconda «alla Totti».
Se a tutto questo, poi, ci aggiungete l’incitamento travolgente, costante, della Curva Nord (voto 9), sempre più dodicesimo uomo in campo, tanto da guadagnare elogi anche durante la diretta televisiva: «il tifo campobassano è di un’altra categoria»; la serata è diventata fantastica. Chapeau…
Insomma, diciamoci la sincera verità, adesso la banda di mister Zauri (voto 7) inizia a piacerci e anche tanto. Senza lasciarci andare a voli pindarici, ma rimanendo con i piedi ben saldi a terra, possiamo dire che ci sono tutti gli ingredienti giusti – è accettato qualsiasi tipo di scongiuro – per rivivere delle belle e dimenticate soddisfazioni.
A proposito, domenica tutti a Pineto, spazziamo la brezza adriatica con la “voria” che portiamo dal Matese.
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