Si è spento come una radio. Improvvisamente. Come una radioricevente che, per anni, aveva tenuto aperti i ponti invisibili dell’amicizia, della passione, del contatto umano. Elio Scarselli se n’è andato così, nella sua casa, stroncato da un infarto. Un silenzio improvviso, irreale, come quando l’etere si fa muto e resta solo il fruscio dei ricordi.
A Isernia il suo nome era sinonimo di competenza e disponibilità. Telecomunicazioni, antifurti domestici, antenne televisive, ripetitori civili e radioamatoriali: Elio sapeva ascoltare, capire, risolvere. Ma oggi, davanti alla sua scomparsa, è inevitabile riavvolgere il nastro e tornare indietro, a un tempo che non tornerà più e che pure continua a vibrare nel cuore di chi l’ha vissuto.
All’inizio degli anni Novanta Elio aprì su corso Risorgimento la sua attività: Radio Tele Comunication. Non era solo un negozio. Era un rifugio, un approdo sicuro per gli appassionati della Citizen Band di Isernia e dell’Alto Sangro. Sugli scaffali c’erano baracchini, antenne, accessori; nell’aria, invece, c’erano sogni, curiosità, amicizie appena nate.
Quel piccolo locale divenne presto un punto d’incontro naturale, quasi sacro, dove adolescenti e adulti condividevano la stessa febbre per l’etere. Qui si muovevano i primi passi tra frequenze e rosmetri, qui si imparava a installare una radio in automobile o sul tetto di casa, qui si ascoltavano consigli che sapevano di pazienza e passione autentica.
E poi c’era la voce. La voce di Elio, “Morgan”, inconfondibile, che si mescolava alle altre sul canale 3 della CB: Aquila 1, Ducabianco — che veniva con la sua Uno blu dall’Alto Sangro — e centinaia di stazioni che si cercavano, si salutavano, si riconoscevano senza essersi mai viste. A Castel di Sangro, sul canale 22, girava la “ruota” con Playboy, Camel, Attico, Kimba, Conte, Frenatore e tanti altri nomi che oggi suonano come richiami lontani.
Il canale 7 era territorio degli “amicacci” di San Pietro Avellana: Lupo Solitario e Freccia Nera, già scomparsi da anni. Ma non c’era paese che restasse in silenzio: Sant’Agapito, Venafro, Acquaviva d’Isernia, Cerro al Volturno. Da Carpinone, ogni tanto, affiorava persino una voce femminile, rara e sorprendente, che faceva voltare tutti verso l’altoparlante.
Molti di quei ragazzi crebbero. Studiano, si impegnano, superano gli esami, diventano radioamatori: IZ8AWQ, IW8XGG, IW8XEB, IZ8GJV, IK8BIJ, IW6NQW, I8KRC — solo alcuni nominativi, ma ognuno portatore di una storia in quegli anni irripetibili.
Oggi, davanti alla bara di Elio, quei ricordi sono riaffiorati con una tristezza infinita. Come segnali lontani che tornano chiari solo quando ormai non c’è più chi li ha generati.
A metà degli anni Novanta la telefonia mobile spazzò via l’uso popolare delle radio CB. Fu una rivoluzione silenziosa, quasi crudele. Rimasero i radioamatori autentici, quelli che non avevano mai smesso di ascoltare davvero. Tra loro, l’insuperabile Giuliano Di Salvo, oggi presidente della sezione di Isernia dell’Associazione Radioamatori Italiani, custode di un’eredità fatta di passione e memoria.
La morte non riesce a cancellare ciò che ha segnato un’epoca. Le voci tacciono, le radio si spengono, ma i legami restano. E forse il dolore più grande sta proprio qui: in quegli anni nessuno di quei ragazzi sapeva di stare vivendo qualcosa di irripetibile. Ora l’etere è più vuoto. Ma il suo segnale, quello no, non smetterà mai di farsi sentire. #Wherearewenow
Duca Bianco – IW8XEB














