Il voto del Parlamento europeo che rinvia l’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia non è solo un atto tecnico: è una risposta politica netta a quello che Coldiretti definisce senza mezzi termini il tentativo della presidente Ursula Von der Leyen e della sua ristretta cerchia di tecnocrati bruxellesi di imporre un’intesa internazionale cancellando ruolo, dignità e potere dell’Europarlamento.
Un blitz istituzionale che, se fosse andato in porto, avrebbe creato un precedente gravissimo: un Parlamento svuotato delle sue prerogative, ridotto a passacarte, incapace di esercitare un controllo democratico su decisioni che incidono direttamente sulla sicurezza alimentare dei cittadini, sul futuro dell’agricoltura europea e sulle politiche comunitarie, a partire dalla Pac.
Il voto rappresenta dunque un primo, importante argine. Un risultato ottenuto anche grazie alle mobilitazioni degli agricoltori di Coldiretti, scesi in piazza ancora ieri a Strasburgo, e che ora chiedono al Parlamento europeo di andare fino in fondo: approvare finalmente norme di reale reciprocità, capaci di impedire l’ingresso nel mercato europeo di prodotti che non rispettano le stesse regole imposte agli agricoltori dell’Unione, da qualunque Paese provengano.
Con questa decisione, l’Europarlamento riafferma il proprio ruolo costituzionale e ferma una forzatura che avrebbe sancito la marginalizzazione definitiva dell’unica istituzione europea eletta direttamente dai cittadini.
Ma la protesta non si ferma a Bruxelles. Cospa Abruzzo annuncia una protesta clamorosa. Giovedì 29 gennaio 2026, alle ore 10, una decina di allevatori si presenterà davanti al Tribunale per depositare una denuncia contro il Governo italiano e l’Unione europea per l’introduzione di prodotti non conformi agli standard UE.
Una denuncia “troppo pesante”, spiegano, per essere portata in modo ordinario: partirà a piedi da Tempera, frazione dell’Aquila, accompagnata dall’asino Lollo, percorrendo i marciapiedi cittadini fino alla sede del Tribunale di via XX Settembre. Un gesto simbolico ma carico di significato, che punta i riflettori su una questione esplosiva.
Secondo il Cospa, l’ingresso di alimenti che non rispettano i regolamenti europei – dal CE 178/2002 al 1169/2011, fino all’852/2004 – costituisce un rischio concreto per la salute pubblica. Norme che impongono obblighi stringenti agli operatori europei, dalla formazione professionale ai richiami immediati dal mercato, mentre nulla garantisce che gli imprenditori agricoli sudamericani siano sottoposti agli stessi standard.
I controlli doganali, denunciano gli allevatori, si fermerebbero a malapena al 3% su migliaia di tonnellate di merci importate: il restante 97% finisce direttamente sulle tavole degli italiani. Un sistema che, secondo i denuncianti, potrebbe configurare persino ipotesi di reato gravissime, fino all’articolo 439 del Codice penale sull’avvelenamento di sostanze alimentari.
Non solo sicurezza alimentare. Nel mirino finisce anche l’impatto ambientale. Un singolo mercantile, sottolineano, consuma fino a 1.500 tonnellate di carburante per raggiungere l’Europa. Un inquinamento che potrebbe rientrare negli ecoreati previsti dall’articolo 452-bis del Codice penale e dal Testo unico ambientale, mentre in patria si impongono sacrifici sempre più pesanti alle aziende agricole.
Il paradosso è evidente: in Italia si tutelano appena 60 aziende, come riportato da Il Sole 24 Ore, mentre migliaia di piccole realtà rischiano di scomparire. Tra Green Deal, espropri di terreni per pannelli solari e pale eoliche, riduzione del consumo di suolo, tagli a pesticidi e fitofarmaci, agli agricoltori europei si chiede di stringere la cinghia. Poi, però, si apre un mercato libero che inquina, delocalizza l’impatto ambientale, mette a rischio il “polmone del mondo” e consente a centinaia di navi mercantili di solcare i mari senza gli stessi vincoli.
“Ci bandiscono le Panda”, accusano gli allevatori, “ma permettono ai cargo di attraversare gli oceani”. Un inquinamento che, ricordano, la natura restituisce sotto forma di eventi estremi: vento, piogge torrenziali, neve.













