27 gennaio Giornata della Memoria per non dimenticare gli olocausti e quanti morirono nei campi di concentramento nazisti.
“È per tutti noi un dovere imprescindibile celebrare questo giorno per contrastare forme di negazionismo e revisionismo che, ancora oggi, attraversano e indeboliscono le nostre comunità. -ha detto il sindaco, nonché presidente della Provincia, Saia di Agnone- Durante la Seconda Guerra Mondiale, la furia nazifascista fu responsabile della deportazione e dell’eliminazione di circa 15 milioni di persone, tra cui 6 milioni di ebrei e milioni di individui considerati indesiderabili. I deportati venivano rinchiusi nei campi di concentramento e di internamento, come avvenne anche ad Agnone nell’ex convento di San Bernardino. Furono atti di violenza estrema, frutto di una follia alimentata dalla sete di potere, dall’odio razziale e dalla discriminazione sistematica.
È nostro dovere essere vigili, perché non è detto che una cosa appartenente al passato non possa tornare. A tal proposito, voglio ricordare una frase del filosofo Collingwood, che è sempre attuale: ‘L’unico modo per avere un indizio su ciò che l’uomo può fare è quello che ha già fatto’. Soprattutto in quest’epoca complicata, in cui l’Intelligenza Artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale con la creazione di video e immagini fuorvianti, è necessario mantenere alta l’attenzione. La disinformazione generata dall’IA (intelligenza artificiale, ndr) oltre a consumare enormi risorse con un impatto ambientale non trascurabile, può alimentare nuove e oscure forme di propaganda.
Essere vigili significa anche non distogliere lo sguardo dalle ingiustizie del presente: ciò che, per esempio, sta accadendo al popolo palestinese ci ricorda quanto la violenza crei enormi sofferenze a carico di persone innocenti. Oggi più che mai è necessario riaffermare il valore della vita, creando un percorso di solidarietà vera che miri alla fine di ogni tipo di conflitto”.














