Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, ha presentato oggi, giovedì 29 gennaio, una denuncia presso il tribunale dell’Aquila contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in relazione al trattato commerciale tra Unione europea e Mercosur. Fiore è assistito dall’avvocato Vincenzo Di Nanna.
L’esposto, sottoscritto anche da Dino Rossi (Cospa Abruzzo) in rappresentanza di alcuni agricoltori locali, fa riferimento al presunto pericolo di “avvelenamento delle acque e del territorio”, richiamando l’articolo 439 del codice penale, che punisce l’avvelenamento di acque o sostanze alimentari e prevede la perseguibilità del reato anche nella forma del tentativo. Secondo i denuncianti, l’accordo commerciale potrebbe favorire l’ingresso sul mercato europeo di prodotti agricoli ottenuti con standard ambientali e sanitari inferiori a quelli richiesti in Italia e nell’Unione europea, con conseguenze potenzialmente dannose per la salute pubblica e per l’ecosistema.
Al centro della denuncia vi è il trattato tra l’Ue e i Paesi del Mercosur — blocco che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay — un accordo negoziato da anni e più volte oggetto di critiche politiche e proteste da parte di organizzazioni agricole e ambientaliste. I detrattori dell’intesa sostengono che l’importazione di carne e prodotti agricoli sudamericani, spesso associati all’uso di pesticidi vietati in Europa o a pratiche intensive, rischierebbe di mettere in difficoltà le produzioni locali e di abbassare i livelli di tutela ambientale. I sostenitori dell’accordo, al contrario, lo considerano uno strumento strategico per rafforzare il commercio internazionale e la competitività europea.
Fiore ha annunciato che nei prossimi giorni la stessa denuncia verrà depositata anche presso altre Procure italiane, con l’obiettivo di sollevare l’attenzione della magistratura e dell’opinione pubblica sulle ricadute dell’accordo per il settore agricolo nazionale. “Difendiamo il territorio e chi lo lavora”, è la linea ribadita dai promotori dell’iniziativa, che chiedono un blocco o una profonda revisione dell’intesa.
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