Si è tenuta ieri sera a Letino una riunione per definire i contorni della prossima edizione del Festival Letino 2026. L’incontro, promosso dalla Fondazione Stabat, ha visto la partecipazione calorosa della comunità locale e degli amministratori : il sindaco Pasquale Orsi; il Vicesindaco Cristinzo Oliviero; il presidente della Proloco Fausto Perrone, e dei coordinatori dell’evento, tra i quali Padre Jean Marie Porté, anima instancabile di questo progetto.
Durante la serata, Padre Jean Marie Porté ha ripercorso con emozione le tappe di una storia straordinaria.
Tutto ebbe inizio nel 1990 in Brasile, con un progetto dedicato alla solidarietà. Quello spirito, nato oltreoceano, ha trovato nel borgo di Letino un terreno fertile, trasformandosi negli anni in un appuntamento internazionale capace di unire arte, fede e riflessione.
I numeri testimoniano una crescita costante. Se nelle scorse edizioni si sono contate circa 600 persone provenienti da oltre 25 paesi, il 2026 si preannuncia come una sfida entusiasmante. Un dato particolarmente significativo riguarda i più piccoli difatti il numero dei bambini coinvolti è passato sa meno di meno di una decina nelle prime edizioni agli oltre 75 bambini. Riusciranno gli organizzatori a superare questi numeri straordinari?
La scommessa è aperta, ma il segnale è chiaro saper parlare con forza alle nuove generazioni.
Questo spirito di condivisione, nato tra i vicoli di Letino, ha trovato da qualche anno una splendida spalla nella vicina Gallo Matese.
È la dimostrazione di come l’incontro tra i popoli inizi proprio dalla collaborazione tra le comunità locali, rendendo il territorio un unico grande luogo di accoglienza. L’attesa per il prossimo Festival è ormai alle stelle. Sono state ufficializzate le date confermando l’appuntamento per l’ultima settimana di luglio, dal 22 al 26. Tuttavia, nonostante le curiosità dei presenti, il tema centrale rimane rigorosamente top secret.
Quali e quanti laboratori saranno quest’anno?
Quale filo conduttore guiderà le conferenze e le performance degli artisti?
Ciò che rende unico il Festival di Letino non è solo il programma, ma l’incontro tra i popoli.
Non si tratta di un semplice slogan, ma di una realtà vissuta, le case si aprono, le piazze diventano luoghi di aggregazione spontanea e la barriera tra “forestiero” e “residente” scompare. Un Sentimento di unità che cresce di anno in anno, rendendo ogni pellegrino un cittadino del borgo.
Dunque, non ci resta che segnare le date sul calendario e prepararsi per questa splendida manifestazione, pronti a scoprire il nuovo tema che ci attende a luglio.


















