Squilla il telefono, è Fabrizio, il direttore di questa rivista e mi dice: <<Ma noi con le Olimpiadi proprio non ci possiamo avere a che fare?>> L’unica risposta che potevo fare è di rispondergli: <<Temo che stai diventando matto!>> Riprende: <<Ma no, dai, visto che di sci, sia pure quello roccolano, ne sai una più del diavolo, potresti pure imbastire qualcosa che sa di Olimpiadi, certo non a Roccaraso. Mi piacerebbe che anche noi scrivessimo qualcosa, qualsiasi, sono certo che ci riesci>>.
Stavo in macchina, entro in galleria e cade la linea. Ma sollecitato in quel modo cerco di rinunciare all’idea che Fabrizio desse del matto e mi concentro con la mente ripassando i documenti che posseggo sullo sci roccolano. Una carrellata veloce, ma efficace, perché tutto quello che posseggo di vari documenti e immagini, a forza di scorrerli mi si sono appiccicati nel cervello. Ed ecco che mi torna in mente un articolo del Messaggero che parlava di Olimpiadi a Roccaraso. Si proprio così, è tutto vero, ma vi spiego.
Arrivato a casa apro il computer e comincio a far scorrere le immagini custodite nella cartella che ho intitolato “FotoinvernoOld”. Ed ecco che appare all’improvviso l’articolo del giornale romano di un non precisato giorno di gennaio del 1922, guarda caso il mese in cui il giorno 22 è nato lo Sci Club Roccaraso.
Questo è il titolo: “Le Olimpiadi Universitarie – Le Olimpiadi sciistiche a Roccaraso”.
Sgombro subito il campo per evitare commenti sconvenevoli. No, non sono le Olimpiadi che tutti conosciamo, anche perché le prime invernali si tennero due anni dopo a Chamonix. Furono semplicemente le Olimpiadi degli studenti universitari italiani che appartenevano al SUCAI e che vollero probabilmente chiamarle così per rassomigliarle a quelle dell’antica Grecia che nel 776 a. C. si tennero a Olimpia ed ebbero un carattere essenzialmente locale, per loro italiano. SUCAI significa Sottosezione Universitaria del Centro Alpinistico Italiano, che si sarebbe dovuta costituire in ogni sezione del CAI. Ma stava per iniziare il Ventennio Fascista e così, nell’ambito della reimpostazione del CAI, gli sportivi universitari vennero raggruppati nei GUF (Gruppi Universitari Fascisti) e le relative Sottosezioni sostanzialmente scomparvero.
L’articolo del Messaggero, tra l’altro ci informa che la Commissione Tecnica che aveva visitato Roccaraso per l’organizzazione della Prima Olimpiade Sciistica Universitaria l’aveva trovata colma di neve a differenza dall’Alta Italia dove invece la siccità imperversava. La ferrovia addirittura è cinta da montagne di neve più alte del treno. E sul posto c’è un distaccamento di alpini sciatori che compie quotidianamente interessanti esercitazioni.
Qui aggiungo che si tratta della Brigata Tai di Cadore – e Cortina sta proprio lì – posta al comando del Maggiore Aldo Pocchiola che organizzò la costituzione dello Sci Club Roccaraso. Sono stati impegnati circa 130 posti letto ed altri se ne aggiungeranno con la riapertura degli alberghi. Arriverà S.A.R il Principe di Piemonte che sarà ospitato da una famiglia patrizia locale.
Il Campionato Olimpico assoluto prevede una gara di fondo (km. 15) e di una gara di salto. Il Campionato Olimpico a squadre di 3 concorrenti (km. 15). Il Campionato Olimpico femminile (km. 5). Le iscrizioni gratuite si chiudono il 31 gennaio presso il Comitato Olimpico Sucai di Roma.
Insomma non sono le Olimpiadi vere, ma questo articolo ci dimostra che la storia sciistica di Roccaraso, specialmente in quel periodo di sviluppo dello sci è stata importante e gli avvenimenti che si sono susseguiti e da me più volte raccontati l’hanno caratterizzata con elementi di primo piano.
Qui alcuni anni dopo arrivarono tre maestri di sci ampezzani per insegnare lo sci a quelli del CAI di Napoli e giusto dieci anni dopo quei maestri fondarono la Scuola Tecnica di Sci, prima in Italia autorizzata dalla Federazione Italiana dello Sci.
Ecco, è questo il filo che lega Roccaraso a Cortina d’Ampezzo ed è per queste ragioni che Roccaraso viene spesso denominata “la Cortina del Sud”.
Oggi non possiamo fare altro che inviare un appassionato “In bocca al lupo” agli amici ampezzani.
Ugo Del Castello













