Cari Concittadini,
vi porto alcuni esempi: Stefania Belmondo, fondista, portava sul cappello la scritta Piemonte e cosi Manuela Di Centa, Friuli V.G. e via dicendo altri sciatori con la scritta Trentino, Alto Adige e mi sembra di ricordare anche Tomba con il Cimone, ma ce n’è sicuramente qualcuno che non mi sovviene.
Bene, abbiamo lo slogan “Sciare a Roccaraso” con la erre che rappresenta uno sciatore in velocità e predisposto dalla lontana AAST, che aspetta di essere pubblicizzato nella migliore maniera possibile e chi potrebbe farlo se non lei, Giada D’Antonio. È un po’ lunghetto? Credo non ci sia alcun problema tentare di scrivere sul suo cappello “ROCCARASO”, come hanno fatto gli altri.
Già ho compreso cosa obietterete, ma sarebbe molto semplicistico fermarsi alla doppia espressione: forse non si può fare e dove andremo a trovare tutti quei soldi che presumibilmente ci vorrebbero. No, non fermatevi qui, abbiamo tanto bisogno di cancellare quella orrenda immagine che un’altra napoletana, in maniera invadente e scorretta, ci ha appiccicato addosso da un anno a questa parte.
Dobbiamo riscattarci proprio attraverso il lungo rapporto che abbiamo a avuto e che abbiamo con la città partenopea. Sicuramente in termini di immagine a fini turistici, me lo consenta Sindaco, non serve a niente propagandare il “Modello Roccaraso”, per quanto concerne la limitazione degli autobus e di conseguenza gli scivolatori delle domeniche invernali che salgono quassù, con tutti i problemi che ci procurano da una cinquantina di anni. Questo è un mero aspetto di sicurezza, decoro urbano e conseguente azione amministrativa. Ma finisce qui.
Non è questa la strada da perseguire se, insieme a tante iniziative che si dovrebbero mettere in campo, soprattutto per quanto concerne la stagione verde, dobbiamo rilanciare in maniera completa ed efficace il nome di Roccaraso. Ne abbiamo bisogno noi, ma ne ha bisogno tutto l’Alto Sangro, che senza una Roccaraso sveglia e nuovamente intraprendente vale ben poco.
Ma tornando alla “Pantera Nera“, al suo nome che ha suscitato meraviglia a proposito della convocazione
olimpica, io credo che noi possiamo, dobbiamo tentare la via della sponsorizzazione sul suo cappello. Se lo hanno fatto gli altri per quelle località, non vedo perché noi non possiamo provarci. Io credo che Giada potrebbe essere ben “felice” di portare scritto sulla testa il nome della località che l’ha ospitata e vista crescere valente sciatrice da quando era poco più che in fasce.
Parlo da appassionato cittadino di questa comunità e sono convinto che Roccaraso debba cominciare a razionalizzare le sue risorse e indirizzarle verso iniziative più intelligenti ed efficaci e credo che una valida azione pubblicitaria possa essere quella che vi sto indicando. La nostra neve è stata la neve sulla quale Giada D’Antonio si è formata abile sciatrice qual è. Certo bisogna mettersi in moto e cercare di capire se ciò sia possibile.
Vi invito pertanto a ragionarci un po’ su, ma non più di tanto, bisogna fare presto e credo che la nostra comunità almeno una volta possa trovarsi d’accordo. Ma credo soprattutto possano trovarsi d’accordo la maggior parte dei napoletani che ci frequentano, che qui hanno casa e versano una somma importante di imposta sulle loro seconde case; che qui sono stati i pionieri del loro sci e del nostro.
Siamo cresciuti insieme e guardare in TV Giada che probabilmente comincerà a distinguersi in gare importanti potrebbe rivelarsi una bella soddisfazione, non perché non lo sia di per sé, ma accoppiarla alla sua origine su neve è il massimo che tutti possiamo, a questo punto sognare.
Vi saluto con amicizia.
Ugo Del Castello

















