Altra trasferta, altra sconfitta… Prima nell’adriatico pineto, adesso nella francescana selva, il Lupo smarrisce la dritta via; e pensare che, anche questa volta, grazie all’immenso amore degli ultras giunti dal Molise, sembrava di giocare in casa.
Ancora una volta, dopo una convincente vittoria casalinga, i nostri ragazzi riescono a buttar alle ortiche quanto di buono costruito in precedenza.
Eppure la gara non sembrava impossibile da affrontare, quella contro la squadra eugubina poteva e doveva rappresentare una prova di maturità per confermare e consolidare la posizione in classifica raggiunta. Invece la prestazione grigia, cupa come il cielo sopra il Comunale “Pietro Barbetti” di Gubbio, ha rigettato nella cronica mestizia i sogni di grandezza di una piazza dall’umore bipolare: troppo facilmente preda della melma della malinconia; troppo facilmente preda di leggere e pindariche fantasie.
Quello visto in Umbria è stato un Campobasso (voto 5 -) brutto, banale e noioso, praticamente poco in tutto. Poco grintoso, poco autoritario, poco incisivo, poco reattivo.
I ragazzi di mister Zauri (voto 5,5) infatti, malgrado il ridotto peso specifico degli avversari, non hanno mai dato l’impressione di voler dettare il proprio gioco, di imprimere la propria volontà, di sottolineare la differenza dei valori tecnici presenti in campo o presupposti tali.
Un piattume che nemmeno il goal avversario (48′) del bravo ghanese Minta, che ha sfruttato lo sciagurato, errato retropassaggio di Celesia (voto 4,5), è riuscito a scatenare un benché minimo sussulto d’orgoglio da parte dei nostri, i quali al termine della gara hanno fatto registrare sul block notes del vostro narratore, due soli, miseri e senza gloria, tiri in porta.
Nell’insufficienza generale sono da salvare con onesta analisi i soli “Santità” Papini (voto 6) e “Cum Grano” Salines (voto 6), oramai più imponenti dei faraglioni di Capri.
Da queste righe, contrariamente alla vulgata popolare – non del tutto infondata, ovviamente – offriamo una freccia di salvezza a Simone Magnaghi, affinché con questo dardo di fiducia possa centrare la porta avversaria già il prossimo giovedì contro la nobile Livorno. Dove potrebbe arrivare il Campobasso con un ritrovato Magnaghi?
Chi non si smarrisce mai e centra sempre la vittoria è la nostra indomita, unica, colorata e seconda a nessuno tifoseria (voto 9). Della serie non conta quanti siamo, ma come siamo…..
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