Il futuro del Laboratorio di Emodinamica dell’ospedale “F. Veneziale” è a dir poco incerto. Con una nuova nota inviata ai vertici dell’Asrem, il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, chiede risposte concrete su tempi, risorse e programmazione, sottolineando la necessità di azioni immediate per garantire la continuità e il rilancio di un presidio considerato strategico nella rete dell’emergenza-urgenza cardiologica del Molise.
Secondo il primo cittadino, la sopravvivenza del laboratorio dipende dalla capacità di mantenerne elevati standard di efficienza, qualità e attrattività, elementi che negli anni hanno reso la struttura un punto di riferimento per un bacino territoriale ampio. Una posizione che, tuttavia, oggi appare legata a diversi nodi ancora irrisolti.
Tre, in particolare, le questioni sollevate dal sindaco: strumentazione, personale e disponibilità dei dati sull’attività svolta. Castrataro ha chiesto all’azienda sanitaria regionale la definizione di un cronoprogramma preciso per l’installazione e l’entrata in funzione del nuovo angiografo, ritenuto indispensabile per garantire sicurezza e competitività al servizio. Sul fronte del personale, invece, la preoccupazione riguarda i prossimi pensionamenti e la necessità di attivare tempestivamente procedure di reclutamento o mobilità per evitare interruzioni del servizio.
Altro punto critico resta la rendicontazione dei volumi di attività del laboratorio, già richiesta in passato ma finora senza riscontro. Dati che, secondo il sindaco, risultano fondamentali per dimostrare concretamente il ruolo dell’Emodinamica di Isernia nei flussi sanitari regionali e per sostenere la necessità del suo potenziamento.
Nel dibattito resta inoltre sullo sfondo il tema degli ipotizzati accordi di confine con l’Abruzzo per la gestione dei flussi sanitari, più volte evocati negli ultimi mesi ma, allo stato attuale, privi di riscontri oggettivi o di atti ufficiali che ne confermino l’effettiva definizione. Un elemento che contribuisce ad alimentare l’incertezza sul futuro assetto del servizio.
“Se vogliamo che l’Emodinamica continui ad essere un punto di riferimento — ribadisce Castrataro — occorre metterla nelle condizioni di operare al meglio, attraverso trasparenza e programmazione puntuale”.











