E’ stato presentato ieri, presso la biblioteca Romano di Isernia, Il libro “Sèrgnia Nostra” di Antonio Maitino. Si tratta di un viaggio affettivo, un invito a riscoprire angoli e memorie dove il passato continua a dialogare con il presente.
L’autore accompagna il lettore con uno stile diretto e sincero, capace di trasformare la nostalgia in occasione di riflessione. Tra piazze e vicoli prende forma un senso di appartenenza che non si limita al ricordo, ma diventa interrogativo sul futuro dei luoghi e delle comunità.
L’omaggio alle proprie radici, infatti, non si ferma al rimpianto. Nelle pagine emerge una forma di resistenza silenziosa: raccontare significa salvare dall’oblio, trasformare la memoria in testimonianza e restituire dignità a un patrimonio umano e culturale che rischia di scomparire.
Ed è proprio questo il valore più profondo della narrazione dei territori: non solo conservare il passato, ma offrire storie in cui riconoscersi, capaci di essere raccolte e continuate da chi verrà dopo. Perché solo imparando a guardare con occhi nuovi i luoghi della quotidianità è possibile renderli nuovamente vivi, parte di una storia condivisa che non vuole essere dimenticata.















