Alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, anche quest’anno la Regione Molise ha fatto la sua parte: stand ampio, presenza istituzionale, incontri con operatori e una narrazione che punta a raccontare un territorio ancora poco conosciuto. Per alcuni, un investimento necessario; per altri, l’ennesima operazione di facciata mentre i problemi strutturali restano irrisolti. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo: entrambe le posizioni hanno ragioni solide, ma entrambe rischiano di ignorare il punto centrale.
Partiamo dai dati, perché la discussione pubblica dovrebbe sempre partire da lì. La partecipazione alla BIT costa ai cittadini molisani circa 250.000 euro tra allestimento, logistica, personale e comunicazione. Una cifra che rientra nel più ampio fondo da circa 7,6 milioni di euro destinato al turismo nel 2025. Risorse importanti per una regione piccola, che proprio per questo dovrebbe spenderle con precisione chirurgica.
Il problema non è tanto la presenza in fiera, quanto l’assenza di una valutazione concreta dei risultati. Qual è il ritorno reale dell’investimento? Quanti contratti sono stati firmati? Quanti flussi turistici aggiuntivi sono direttamente collegabili alla partecipazione? Su questi aspetti regna il silenzio. E senza indicatori misurabili, ogni spesa rischia di trasformarsi in un atto di fede.
Nel frattempo, i dati raccontano un’altra storia: densità turistica tra le più basse d’Italia, crescita delle presenze spesso legata più alla regolarizzazione delle strutture ricettive che a un reale aumento dei visitatori, servizi ancora insufficienti. Provare a visitare il Molise senza auto privata resta un’impresa. Le infrastrutture non accompagnano il racconto promozionale.
Il nodo è tutto qui: promuovere un territorio che fatica a garantire servizi adeguati rischia di diventare un esercizio autoreferenziale. Le fiere servono, ma solo quando esiste un’offerta pronta a sostenere la domanda. Altrimenti si vendono aspettative che il territorio non riesce a mantenere.
Liquidare la partecipazione alla BIT come uno spreco assoluto sarebbe però altrettanto miope. Le fiere internazionali restano luoghi di incontro tra domanda e offerta e possono generare opportunità.
Il Molise non ha bisogno di apparire più grande di quello che è. Ha certamente bisogno di essere più organizzato. La sua forza sta proprio nella dimensione autentica, nella natura, nei borghi, nella qualità della vita: elementi che oggi il mercato turistico cerca, ma che richiedono una gestione moderna.
Senza servizi, la promozione è vuota; senza promozione, i servizi restano invisibili.











