Lo sguardo o presa d’atto che si voglia da parte del Presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, rivolti al turismo in Abruzzo, mostrano dati complessivi che a leggerli sembrano soddisfacenti.
Il Presidente ha trascorso qualche giorno di vacanza a Rivisondoli, presso la nuova struttura alberghiera a cinque stelle “Fonte del benessere Resort”, aperta dalle festività natalizie, che può essere considerata un fiore all’occhiello della località centrale degli Altopiani Maggiori d’Abruzzo.
Caro Presidente ma, si c’è un “ma”, perché non è tutto oro quel che luccica e che non può non essere considerato in relazione a quello che sta accadendo in questo territorio allargato che è l’Alto Sangro.
Qui i numeri turistici che potremmo definire di qualità e provenienti da un passato più che centenario, con una quantità considerevole di alberghi, sorti soprattutto a Roccaraso nel corso del tempo e con varie fortune (quelli dell’anteguerra, una decina, furono distrutti dalla furia tedesca) ricostruiti e arrivati negli anni ‘70 a superare il numero di quaranta, stanno progressivamente e sensibilmente scomparendo, facendo posto a migliaia di seconde case che, frequentate attivamente appena se ne è preso possesso, vengono poi abbandonate a se stesse e restano chiuse inesorabilmente per gran parte dell’anno.
La storia relativamente recente ce lo ha insegnato e i picchi raggiunti ultimamente a Castel di Sangro presumibilmente seguiranno la stessa fortuna. E’ il tipo di turismo odierno che lo impone.
La neve, ormai croce e delizia dei numerosissimi sciatori, da alcuni anni stenta a cadere copiosa ed è per fortuna, quando le basse temperature lo consentono, sostituita da un impianto di produzione programmata tra i più estesi e tecnicamente avanzato a livello europeo. Le preoccupazioni in tal senso sono pressanti.
Per tutta una serie di ragioni di carattere economico generale e di ridotta capacità di spesa dei singoli individui, ma anche di mancanza di valide strutture alternative allo sci, la frequenza degli sciatori si è ridotta a una settimana natalizia, a una di Carnevale e ai fine settimana quando sulle piste il caos regna sovrano. In questa situazione gli alberghi rimasti vivono in costante sofferenza e stentano a rinnovarsi per offrire ai clienti quella giusta qualità di ospitalità dagli stessi evocata.
La stagione verde, intesa soprattutto per ogni più completa attività rivolta alla capacità di immergersi nella natura in maniera efficace, è caratteristica riservata solo alla parte del territorio dei due Parchi che ci circondano. Il territorio di mezzo, quello dell’Alto Sangro e con esso gli Altopiani Maggiori se non per una piccola porzione, è stato lasciato abilmente fuori per esaltare quello che può essere definito il regno inesorabile della speculazione edilizia della montagna abruzzese.
Diversi alberghi si sono chiusi ed altri si apprende chiuderanno. È stata una vera fortuna assistere alla sostituzione dell’obsoleto Albergo Como con la Fonte del Benessere Resort che, insieme all’altra struttura dell’Aqua Montis Resort, hanno riconferito nuova linfa all’attività di ospitalità di Rivisondoli nata agli albori del Novecento con l’Appennini’s Grand Hotel.
Per il resto è sufficiente riflettere sulla perdita dei numeri che il Grande Albergo di Roccaraso contabilizzava e che dalle voci che circolano sarà sostituito da una quarantina di lussuosi appartamenti. Sempre a Roccaraso altri se ne aggiungeranno in vendita. Perciò sarebbe interessante analizzare nel dettaglio quei dati citati dal Presidente di Federalberghi.
A questo punto, per quanto concerne l’Alto Sangro, in un evidente contrapporsi di situazioni di ospitalità turistica, resta difficile immaginare quale potrebbe essere la sorte definitiva e certa della redditizia attività economica centenaria che sostituì quella atavica pastorale.
Sarebbe necessario fermarsi un attimo, invitare i maggiori esperti italiani nel campo dell’azione turistica e di ospitalità, per un convegno che esamini la situazione rappresentata e nel quale si delineino come risultato le linee guida per l’intero Alto Sangro su come proseguire detta attività esistenziale al fine di evitare lo spopolando anche di questo territorio e la conseguente desertificazione all’insegna del cemento in ogni dove.
Ugo Del Castello












