Siamo nel 2026 e giusti 40’anni fa – uno dopo l’organizzazione della Finale Nazionale dei Giochi della Gioventù 1985, quando Roccaraso conobbe gli sport del ghiaccio costruendo una pista provvisoria sul campo di calcio – iniziò la costruzione del palazzo del ghiaccio, primo su tutta la catena degli Appennini.
Fu un momento memorabile perché come in un puzzle ogni cubetto di ghiaccio fu collocato al posto giusto e la comunità roccolana guidata dal Sindaco Mario Liberatore trovò inaspettatamente la sua coesione di intenti.
La macchina rasaghiaccio fu donata dal Banco di Napoli, per merito dell’AD Ferdinando Ventriglia.
Si costituì una cooperativa per la gestione dell’impianto, che risultò fortemente partecipata e risolutiva del rilancio dell’attività turistica. Un numero incredibile di cittadini acquistò la quota di 100mila lire e mi risulta personalmente che anche qualche proprietario di seconda casa aderì. Lo feci anch’io, pur non avendo un’attività imprenditoriale e tanti come me lo fecero.
Il palazzetto fu intitolato al Prof. Giuseppe Bolino, uomo politico regionale amico di Roccaraso, scomparso da poco tempo.
Migliaia di persone in questi anni hanno segnato quel ghiaccio apprendendo i primi rudimenti con varie abilità di un’attività sportiva sconosciuta.
Arrivarono insegnanti dalla Cecoslovacchia per il pattinaggio artistico e addirittura per l’Hockey. Così molti
bambini di Roccaraso e dei paesi dintorno appresero l’arte elegante del Pattinaggio artistico con le varie piroette che vi si svolgono. Due di loro cresciute diventarono maestre; di queste una oggi insegna nel palaghiaccio di Torino.
L’Hockey, come non ricordarlo per il traguardo raggiunto, i giovani approdarono al campionato di serie B e solo la lontananza estrema dalle altre piste ghiacciate stremò la squadra per i lunghi e costanti viaggi per gareggiare contro le squadre poste a ventaglio sull’Arco Alpino. Dovettero abbandonare.
D’estate il Palaghiaccio divenne un punto di riferimento dei giovani turisti che lì trascorrevano le “fresche” serate.
Successivamente il palazzetto, spenti i motori per la produzione del ghiaccio, d’estate è stato fortemente utilizzato per il pattinaggio a rotelle e ben due Campionati del Mondo di hockey in line si sono svolti; nel 1989 si svolsero anche i Campionati del Mondo di Pattinaggio Artistico a rotelle.
Qualcuno potrebbe obiettare che l’impianto è stato snaturato ed è il caso di dargli ragione
La giustificazione prodotta dalle varie amministrazioni che da un po’ di tempo si sono susseguite è che produrre ghiaccio d’estate è molto oneroso.
Ma la risposta che da più parti perviene è che nessuno seriamente si è preso la briga di sostituire l’impianto refrigerante con uno più moderno e meno dispendioso, accoppiato a un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica.
Chi ha ragione? Se si è condotto uno studio serio in merito è lì che bisogna andare a leggere il risultato. Altrimenti si provveda ad espletarlo.
Questa è la storia, e se quanto detto ci dimostra che durante la stagione invernale l’impianto funziona, stante la necessità di offrire qualche attività collaterale agli sciatori che trascorrono qualche giorno di vacanza a Roccaraso, sarebbe opportuno che quella pista vedesse scorrere sopra al suo ghiaccio le lame di un concorso o esibizione che si voglia di pattinatrici professioniste. .
Sono certo che i circa duemila posti a sedere sarebbero gremiti anche di tanti abitanti dei paesi vicini.
Ma non basta, un quadrangolare di hockey ad alto livello completerebbe quel giusto riconoscimento che questo impianto, fiore all’occhiello di Roccaraso meriterebbe.
E le due manifestazioni collocate, d’intesa con la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, al momento giusto sul calendario dovrebbero costituire un appuntamento consolidato nell’ambito della nostra ospitalità turistica.
Che fare? Una sola cosa, tutti insieme dobbiamo innanzi tutto crederci e poi impegnarci, così come fecero i nostri concittadini quarant’anni fa.
L’occasione della ricorrenza potrebbe essere celebrata con una prima manifestazione alla riaccensione della pista all’inizio del prossimo inverno.
Quante idee sgorgano da questi articoli, almeno una volta diamogli seguito. Sono in molti che si aspettano da Roccaraso l’inizio di una nuova offerta turistica.
Ugo Del Castello
















