Il 22 febbraio, presso l’Auditorium “ X settembre 1943” di Isernia, si è tenuta l’VIII edizione del Festival “Rome e Sinti“, un evento significativo organizzato dall’Associazione Nazionale Rom in Progress. Questo festival è sì dedicato alla celebrazione della cultura del popolo Rom e Sinti, ma guardando al futuro, è il momento autentico di condivisione, confronto e progettualità. In coincidenza (e/o a ridosso) della Giornata Internazionale dei Rom, Sinti e Caminanti, riconosciuta a livello internazionale e nazionale in Italia e celebrata l’8 aprile; un momento di riflessione e riconoscimento per la dignità e la cultura di queste comunità anche qui nella Provincia Pentra.
La data commemora il Congresso Mondiale del Popolo Rom, tenutosi appunto l’8 aprile 1971 a Londra. Durante questo congresso, fu scelta la denominazione “Rom” per indicare la “Nazione Romanì”, e venne costituita la “Romani Union”, l’Associazione mondiale riconosciuta dall’ONU. In quell’occasione, fu adottata anche la bandiera rom con la ruota rossa su campo azzurro e verde (simbolo presente sulle medaglie di partecipazione donate a tutti gli artisti) e l’inno Gelem Gelem.
E’ importante citare la motivazione profonda che si cela dietro questo evento, intessuto ormai negli appuntamenti annuali isernini. La partecipazione attiva e partecipata dei giurati (stimati professionisti della Regione e rappresentanti dei principali Enti), ha ribadito la volontà di far parte di un processo di crescita e trasformazione verso la pari dignità dell’uomo, “senza nascondersi più dietro una provenienza, un cognome, un colore di pelle o una agilità fisica”.
L’evento è stato condotto da Antonella Gatta e Rossella D’Orsi, creando un’atmosfera di accoglienza e partecipazione. La Presidente della sez. molisana dell’associazione, la celebre stilista Sara Cetty, insieme a Giuseppe Sarachello, ballerino e direttore artistico del festival, hanno portato sul palco un momento di spettacolo dove il popolo Rom ha potuto mostrare le proprie qualità artistiche.
La famiglia Spinelli ha avuto un ruolo di spicco, con Gennaro presente in giuria, affiancato da artisti internazionali che hanno contribuito a promuovere l’integrazione culturale attraverso la musica e la danza. Le meravigliose modelle, anch’esse rappresentanti delle varie etnie e culture hanno indossato abiti della nuova collezione “FEMME” ispirati alla forza trascendentale del femminile.
Quest’anno, sette artisti si sono esibiti, presentando una fusione di danza cubana e araba, evidenziando la ricchezza delle tradizioni del popolo Rom. Tra le performance, è stato particolarmente toccante l’intervento di John De Roma, che ha interpretato una sua canzone in lingua Rom, dimostrando il valore della lingua nella musica contemporanea.
Non sono mancati momenti di emozione, toccante il momento dedicato al ricordo di Silvia Carlucci che fin alla scorsa sfilata ha indossato con orgoglio ed eleganza gli abiti di Sara Cetty.
I premi del festival sono stati disputati con passione: Giuse’ Barbetta ha conquistato il primo posto con la canzone di M. Ranieri “Perdere l’amore”, seguito dal giovanissimo saxofonista Umberto De Rosa e dalla ballerina Stan Daniela Lucica, che ha incantato il pubblico con una danza di origine russa, adornata da costumi tradizionali. La giuria, presieduta dal dottor Enzo Di Giacomo, già Presidente del Tribunale di Isernia, ha avuto il difficile compito di selezionare i vincitori.
La partecipazione entusiasta della comunità, sia Rom che italiana, ha reso l’evento ancora più speciale, culminando in un momento conviviale con piatti tipici della tradizione.
Per non parlare della rete di professionisti della bellezza, truccatori e parrucchieri che accorrono per la preparazione delle modelle e degli artisti: Favien Beauty, L’Oasi del Benessere, Carisma Parrucchieri, Staff Cristina Izzi.
Il festival ha ricevuto la copertura fotografica di fotografi di spicco, da Pino Manocchio ad Antonino Di Pilla (Ph. Official), Massimo Palmieri, Stefano Chiaverini e molte testate e redazioni, immortalando i momenti salienti di una manifestazione che ha saputo unire e divertire. La presenza di Saska Jovanovic, ha ulteriormente arricchito la manifestazione, dimostrando l’importanza della cultura come strumento di coesione sociale.
Appuntamento dunque alla IX edizione 2027.











