Si è svolto presso l’auditorium comunale di via Elba il convegno sul tema della crisi dell’informazione da una iniziativa del sindacato dei giornalisti molisani, presidente Giuseppe Di Pietro. Una brillante conversazione sul filo della corretta informazione nel settore dell’editoria di cui il territorio ha fortemente bisogno, è stata sviluppata dagli ospiti Luca Telese e Marianna Aprile giornalisti di La 7.
L’informazione locale può ancora incidere in un mondo che cambia?
“C’era una volta la carta stampata”. Ha esordito Telese che dalle sue esperienze televisive nazionali come autore, giornalista, conduttore, torna al suo primo amore: la carta stampata, non nel senso del foglio millimetrato, il disegno della pagina, il numero delle battute dell’articolo raffrontate allo spazio, ma nella versione tecnologica e avanzata della pubblicazione del quotidiano abruzzese Il Centro in linea coi tempi e che una volta comprendeva anche pagine sul Molise.
Un ritorno che non nasconde la crisi profonda, quasi irreversibile e che riguarda, giornali, edicole, carta stampata in generale. E proprio su questi argomenti l’ASM nel ventennale dell’Associazione, ha promosso una serie di incontri per ragionare sullo stato dell’arte.
A dialogare con gli ospiti a Termoli sono state due figure eclettiche del giornalismo molisano quali Valentina Fauzia esponente dell’Asm e presidente del Gruppo Uffici Stampa e Mauro Carafa giornalista Rai.
“Dove sta la libertà d’informazione?” La domanda puntuale. “I ricchi comprano i giornali per affari imbavagliando l’informazione “ l’affermazione secca di Telese tra un alternarsi di domande e risposte che tra politica ed attualità, producono notizie non più oggettive ma mediate che si susseguono, proliferano e disorientano.
Tra i diversi obiettivi di Asso Stampa, non poteva essere omessa la discussione sulle difficoltà della distribuzione improduttiva dei giornali nei piccoli comuni e la chiusura delle edicole.
” Difenderle è un’opportunità” ha precisato Telese, chiamando in causa l’attenzione della politica che dovrebbe investire su una programmazione culturale ampia, tesa a difendere la cultura locale.
“Il calo delle vendite cartacee non è compensato dall’aumento del digitale come erroneamente appare – aggiunge la giornalista ed opinionista Marianna Aprile – i social media sottraggono tempo alla lettura in generale. Il problema è a 360 gradi e riguarda la cultura nel suo complesso”.
La crisi della professione giornalistica, secondo l’opinionista, spesso è generata anche da coloro che scrivono perseguendo l’obiettivo precipuo di questa o quella linea editoriale che non sempre permette un’informazione libera. Una disamina puntuale ed effervescente, quella sviluppata, animata da confronti e con interventi dalla platea composta da un pubblico numeroso, molto coinvolto da un argomento di interesse collettivo e di spessore.












