Perché limitare con restrizioni preventive la possibilità di seguire la propria squadra del cuore a una delle tifoserie più sane e corrette dell’intero panorama calcistico italiano?
Dopo la più che discutibile determinazione operativa adottata dal Gruppo Operativo di Sicurezza (G.O.S.) istituito presso la Questura di Terni, che ha prescritto, a seguito della Determinazione n. 8/2026 del 24 febbraio 2026 dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, la partecipazione dei tifosi campobassani esclusivamente per il settore ospiti e subordinatamente al possesso della fidelity card della società “Campobasso FC”, sono molti gli interrogativi che, nelle ultime ore, si stanno ponendo nei vari dibattiti tra gli sportivi rossoblù.
Ovviamente non è in discussione il compito degli organismi preposti nel monitorare ed elaborare le strategie di sicurezza da attuare durante le manifestazioni sportive, ma come questo compito è stato svolto in relazione alla partita Ternana-Campobasso.
Infatti, alla luce dei precedenti incontri tra le due squadre svoltisi in un clima di assoluta correttezza e reciproco rispetto, senza che si registrassero episodi di rilievo sotto il profilo dell’ordine pubblico, e della provata correttezza della tifoseria campobassana, distintasi sempre e ovunque per la sua sportività e civiltà, risulta alquanto bizzarro, se non addirittura offensivo verso l’intelligenza degli sportivi molisani, indicare la gara in questione come caratterizzata da “profili di rischio”.
Tale decisione va in netta contraddizione con quelle adottate dagli stessi organismi di controllo in altre analoghe occasioni del recentissimo passato, verso le quali non è stata formulata nessuna forma di prescrizione:
- 07 ottobre 2024 – Ternana – Campobasso (8ª giornata Serie C);
- 16 febbraio 2025 – Campobasso – Ternana (27ª giornata Serie C);
- 19 ottobre 2025 – Campobasso – Ternana (10ª giornata Serie C);
- 28 ottobre 2025 – Ternana – Campobasso (16esimi di finale Coppa Italia Serie C).
Verso tale palese contraddizione la domanda dei tifosi nasce spontanea: cosa è successo in questo breve lasso di tempo per adottare queste restrizioni? Risposta: assolutamente nulla.
A questo punto nasce la seconda legittima e spontanea domanda: allora perché applicarle?
Risposta: attendiamo chiarimenti più convincenti.
Subordinare l’accesso all’incontro al possesso di fidelity card, strumento di stringente controllo e, peggio ancora, limitare la vendita dei tagliandi per i soli residenti nella Provincia di Campobasso esclusivamente per il settore ospiti, risulta una decisione non solo molto discutibile, ma che potrebbe profilare anche una discriminante di carattere territoriale, basata sull’appartenenza geografica di residenza. Una discriminazione, se così fosse, che dovrebbe far sobbalzare per lo sdegno la coscienza civica di ogni cittadino campobassano, autorità comprese, in quanto rappresenterebbe una violazione dei diritti umani fondamentali.
Ad alzare la testa contro questa, che molti definiscono una vera prevaricazione o peggio ancora ingiustizia, sono stati sei cittadini di Campobasso che, con immediatezza hanno prodotto, attraverso i propri legali, un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per l’Umbria, per l’annullamento del provvedimento adottato dal Gruppo Operativo di Sicurezza (G.O.S.).
Nel successivo e immediato Decreto di decisione del T.A.R., lo stesso, pur respingendo l’istanza, indica però che: « – in questa fase cautelare monocratica non è possibile approfondire i presupposti di fatto giustificativi della valutazione discrezionale operata dalle Autorità competenti sulla sussistenza di rischi di incidenti che coinvolgano le tifoserie; – misure come il confinamento dei tifosi in trasferta nel settore ospiti e la necessaria previa adesione al programma di fidelizzazione della società calcistica di riferimento non evidenziano di per sé un carattere gravoso o sproporzionato rispetto alle esigenze di vigilanza e controllo sottese alle manifestazioni sportive, e comunque in ordine alla concreta lesività delle prescrizioni impugnate ed alla adombrata impossibilità sotto il profilo temporale di rispettarle non sono state prospettate specifiche e circostanziate argomentazioni […] Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 24 marzo 2026».
Fiduciosi di vivere ancora in uno Stato di diritto, attendiamo le giuste decisioni.















