Storica, travolgente, stupenda vittoria del Campobasso in casa della Ternana. Un “2” in schedina che non arrivava dal lontano 7 febbraio 1960; all’epoca fu 0-2 con la doppia firma di Muzzi.
Si concretizza così la terza vittoria di fila, di cui due in esterna, dei nostri ragazzi che, con il poker calato sul tavolo verde e rosso delle “fere”, distanziano proprio la squadra umbra e fortificano la quarta posizione in solitaria.
Grazie ai numeri 17, 60, 63 e 90 si materializza una quaterna che nel libro della cabala rossoblù trova solo due altri riferimenti, quella di Salerno, scritta nella pagina datata 22 ottobre 1978 e quella di Pontedera scritta nella pagina datata 19 settembre 2025.
Alla mela avvelenata, preparata e confezionata nei giorni scorsi della strega “Malefica” di Terni, non si poteva rispondere che con quattro pere. Quelle del tipo “Risciola”, antica varietà originaria e rappresentativa delle aree interne del Molise, dalla buccia rugosa e dal cuore dolce, come i tifosi rossoblù. L’arroganza e l’impunita (fino a oggi…) spocchia che ha ammantato il sincero e leale cielo ternano è stata squarciata dal vento di passione sprigionato dagli ululati dei tanti branchi di lupi innamorati sparsi nelle diverse tane di Campobasso; nella città di San Valentino non poteva vincere il grigio puzzo della repressione.

(striscione apparso sui cancelli dello Stadio al rientro della squadra da Terni)
Quella vista a Terni è stata una partita bella, appassionante e ricca di marcature, con errori difensivi e gol di buona fattura, dove al sorpasso dell’una si è alternato quello dell’altra.
Il Campobasso (voto 7,5), in questo turbinio di emozioni ha dimostrato, in maniera plastica, di avere interiorizzato non solo la consapevolezza della propria forza, ma la forza della propria volontà, riuscendo anche questa volta, per la terza gara consecutiva, a ribaltare una sorte che le stava volgendo le spalle.
Il primo sussulto della partita è stato di marca rossoblù con il vantaggio al 17′ di “Achille” Padula, che spizzava di testa un pallone arrivato in area da calcio d’angolo.
Al 23′ e al 48′ arrivavano in ordine: prima il pareggio con un bel tiro dalla distanza di Majer, poi il vantaggio delle fere con il facile tiro in area di Kerrigan.
Subìto lo svantaggio i lupi non solo non si sono disuniti, ma hanno compattato i reparti e alzato il baricentro della manovra, giungendo al pareggio al 60′ grazie alla sortita in attacco di Lancini, che sfruttava una mischia a pochi centimetri dalla porta.
Pronti via e il Campobasso, con una suntuosa ripartenza di “Ruralissimo” Bifulco, metteva la freccia ed effettuava il nuovo sorpasso, al 63′, con un gran tiro dai venti metri che trafiggeva il portiere avversario.
Nel tempo restante i nostri sono riusciti a mantenere lo stesso ritmo di gioco, si sono difesi con ordine, controllando con la giusta attenzione la naturale pressione della forte squadra umbra, e hanno continuato a offendere il centrocampo rossoverde con diverse ripartenze; da una di queste, al 90′, arrivava la quarta rete marcata da “Redivivo” Magnaghi che, da vero attaccante di razza spingeva al volo il punto che chiudeva il gioco, il set e la partita.
Tra i nostri, che per lo spirito combattivo, per la maglietta sudata e per averci regalato una vittoria storica, meritano tutti un voto molto alto (7,5), vogliamo regalare un pizzico di gloria in più (voto 8), rispettivamente a: Bifulco per la magnifica rete; Magnaghi perché siamo certi che sarà la nostra arma in più; e Mister Zauri per aver amalgamato una squadra che non molla mai.
Come concludere questo articolo di festa? Lunedì sera, sciarpa al collo, voce stentorea e tutti allo stadio, dopo quarant’anni possiamo tornare a fare dolci sogni proibiti…
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