
Mentre si sono celebrati a Milano i 150 anni dello storico Corriere della Sera con un concerto alla Scala alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, del direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, del presidente di RCS Urbano Cairo, dei presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, della vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, dei senatori a vita Liliana Segre e Mario Monti, del sindaco di Milano Giuseppe Sala, con il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, del leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, dei leader di Alleanza Verdi Sinistra Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, mentre PT ha emesso un francobollo per l’evento ed il prossimo 15 aprile verrà coniata una moneta celebrativa, Agnone ha completamente dimenticato il suo concittadino Vincenzo Labanca che fu cofondatore dell’importante testata giornalistica il cui primo numero è conservato nella biblioteca Comunale-Labanca.

Il Corriere della Sera nacque nel febbraio del 1876, con una tiratura di 15 mila copie ed il primo numero è datato 5 marzo 1876 quando Eugenio Torelli Viollier direttore de La Lombardia, e Riccardo Pavesi, editore della medesima, decisero di fondare un nuovo giornale. La redazione era nella centralissima galleria milanese in Vittorio Emanuele. A dar vita al giornale gli amici più stretti di Torelli Viollier: Raffaello Barbiera (1851-1934), Giacomo Raimondi (1840-1917), Ettore Teodori, e per le indispensabili corrispondenze da Roma Vincenzo Labanca.
Per l’estero, invece, c’erano accordi con l’Agenzia Stefani e la francese Havas. Vincenzo Labanca nato ad Agnone (1849-1934) era il nipote diretto del filosofo Baldassarre Labanca (figlio del fratello Francesco Paolo).

Laureato in Giurisprudenza si diede sin dalla gioventù al giornalismo ed è oggi considerato un capostipite del giornalismo italiano moderno.
Dopo diversi anni trascorsi al Corriere della Sera passò al quotidiano Il Roma di Napoli tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Diventato cieco tornò ad Agnone dove fondò L’Eco del Sannio nel 1908, che vide sospese le pubblicazioni perché dava fastidio alle allora autorità fasciste. Periodico che tornò in stampa e con l’evoluzione dei tempi è diventato L’Eco dell’Alto Molise-Vastese.
I pettegolezzi familiari del tempo parlavano di una relazione sentimentale del Labanca con Matilde Serao, scrittrice e fra le prime donne giornaliste in Italia. Insomma una figura di spicco del giornalismo italiano passata ieri 5 marzo 2026, inosservata nel suo paese natio dove riposa nel locale cimitero da ben 92 anni.

















