Preoccupazione per i dializzati di Agnone. Una situazione davvero borderline. Ad accendere le sirene d’allarme il vicepresidente dell’Aned don Francesco Martino.

“Il 27 febbraio scorso – racconta don Francesco –la Dirigenza Arsem con una semplice lettera firmata da Di Santo, Mararante e Giorgietta, nel definire la nuova Struttura Semplice Dipartimentale di Dialisi di Isernia, sotto il comando del Dott. Venditti (con solo 2 medici disponibili) ha messo oltre al centro Emodialisi di Venafro, sotto il suo controllo anche il Centro Emodialisi di Agnone, situato in area disagiata, sottrraendolo a Campobasso.
In primo luogo, il collegamento a Campobasso avrebbe garantito la disponibilità del personale medico presso il Centro, mentre adesso ci verrà propinata la solita storiella che non essendoci medici disponibili, si dovrà per forza riconvertire anche questa struttura. Infatti nella giornata di oggi il Dott. Venditti, recatosi ad Agnone, annunciava come già fatta la trasformazione in Centro di Assistenza Limitata dei Centri di Agnone e Venafro, cioè come centri senza medico e affidati ai soli infermieri e al controllo di un robottino per postazione con cui il medico ad Isernia dovrebbe controllare ed intervenire, lo stesso previsto per l’emodialisi domiciliare.
Il Centro di Assistenza Limitata è solo per pazienti che stanno bene e non hanno patologie concomitanti. Per cui, anche in presenza di un’aritmia cardiaca, il paziente non può dializzare lì ma ad Isernia. Richiede una formazione specifica del personale infermieristico, e una conoscenza dettagliata di tutte le procedure di ogni singola macchina per dialisi. Inoltre, ogni postazione, dovrebbe essere dotata di monitor multiparametrico, per segnalare tempestivamente criticità cardiocircolatorie che possono verificarsi durante la seduta.
Allo stato attuale la riconversione non è imminente, in quanto mancano i presidi necessari. ANED è però preoccupata, in quanto Agnone è troppo decentrata per raggiungere Isernia e Campobasso in caso di complicazioni, e anche perché il programma operativo prevede la chiusura del pronto soccorso di Agnone. Anche per Venafro ANED non è d’accordo.
Per questo motivo, facendo fede sul PDTA sulla malattia renale approvata dai Commissari che prevede che Aned deve essere sentita prima di ogni azione che interessi il cambio di servizio ai pazienti emodializzati, si scriverà nelle prossime ore ad Asrem per sottolineare la pericolosità della decisione, i motivi ostativi alla creazione di un CAL lì, e si chiederà di non procedere e l’obbligo di sentire prima l’associazione per trasformazioni di modalità di assistenza ai pazienti emodializzati. Stessa comunicazione sarà inviata al Sindaco di Agnone.
A pensare male si fa peccato –conclude Martino- ma a volte ci si indovina: ANED teme che la somma stanziata per il progetto di dialisi domiciliare in realtà serva solo per comprare i famosi robottini, che per noi sono uno spreco di denaro pubblico e non danno alcuna sicurezza aggiuntiva”.
“Intanto – riprende don Francesco– la segreteria Regionale a Pescara negli scorsi giorni ha ricevuto telefonate allarmate da parte dei pazienti in Emodialisi a Venafro dove a nostra totale insaputa sono stati già installati i famosi robottini per il controllo a distanza dei pazienti e il medico non va più.
I pazienti sono allarmati e hanno paura, sia per la perdita dell’aspetto umano relazionale, sia per la perdita della sicurezza del trattamento, sia per la situazione di pericolosità che avvertono. Alcuni hanno comunicato la loro intenzione di trasferirsi a Cassino, fuori regione. Inoltre, abbiamo saputo che Venafro è stato trasformato autonomamente in CAL senza alcuna delibera da parte della Direzione Generale ASREM. Se così fosse, –conclude il sacerdote – il fatto è grave e ANED valuterà azione penale”.

















