Lunedì amaro per gli amanti del Lupo, costretti ad assaporare lo sgradevole sapore della sconfitta, per delle papille gustative che si erano troppo precocemente abituate alla nouvelle cuisine dell’alta classifica.
Un’indigestione di prelibate vittorie che, molto probabilmente, ci ha fatto dimenticare la nostra cucina tipica popolare, fatta di semplici pietanze della tradizione contadina.
Poco male però, non era facile per i nostri pur bravi cuochi avere la meglio sugli chef aretini.
Per sottolineare come l’eccellenza risiedesse nell’attenta cura dei particolari, il grande Leonardo da Vinci disse: «I dettagli fanno la perfezione, e la perfezione non è un dettaglio». Dettagli che hanno fatto la differenza tra le portate molisane e quelle toscane, servite nella cena del Monday Night sul tavolo verde dell’”Axum Molinari Stadium”. Al pizzico di sale in più mancato da Bifulco, che ha trasformato un delicato consommé in uno sciapo brodino, ha risposto il giovane pasticciere Iaccarino che, invece, ha saputo guarnire con la giusta ciliegina la dolce torta amaranto; appunto, questione di dettagli.
Dettagli fa rima con ritagli, come quelli che attingono alla silenziosa forza della nostra memoria; quelli che diventano preziose finestre sul nostro passato sportivo più aristocratico; quelli che scavano nei nostri ricordi più belli; quelli che ci hanno fatto gonfiare il petto e sognare traguardi irraggiungibili; quelli che ci ricordano che una maglietta di lanetta rossoblù ci ha fatto e ci fa sentire comunità; ecco, Campobasso-Arezzo è tutto questo…
Adesso è ora di mettere da parte la dolce malinconia del passato, di rinserrare la cassaforte dei ricordi e di rituffarsi nel presente, nell’oggi, dove i Lupi, per il secondo anno consecutivo, si sono dovuti arrendere alla formazione toscana, squadra dotata di un elevato spessore tecnico e costruita per vincere il campionato.
Questa volta però i nostri ragazzi non hanno alzato con mestizia bandiera bianca, ma sono usciti dal campo ricevendo il cavalleresco riconoscimento dell’onore delle armi, un magnifico tributo ricevuto dal proprio, splendido pubblico, sempre più dodicesimo Lupo in campo (voto 9).
Infatti, malgrado la notevole differenza dei punti in classifica e della diversa caratura dell’organico, la formazione rossoblù, tranne i primi venti minuti di inconsapevole sudditanza, ha giocato una gara gagliarda e attenta, al pari della più quotata avversaria, mancando con Bifulco anche la possibilità di portarsi in vantaggio nel primo tempo.
Poi, l’ottima qualità del palleggio e forse anche la maggiore voglia di aggiudicarsi la vittoria, hanno permesso all’Arezzo di siglare al 77′, con il giovane Iaccarino, la bella e unica “retina” che ha deciso il match; assistita dall’immobilismo di ben quattro difensori di casa.
Insomma, una sconfitta che non fa malissimo.
Per la nostra squadra, che merita comunque una nota di sufficienza (voto 6), riteniamo giusto regalare mezzo voto in più al portierino “Tantaroba” Tantalocchi (voto 6,5), per aver salvato a freddo, dopo pochi minuti, la porta amica dal certo gol avversario; di contro, addebitiamo due insufficienze: a “Ruralissimo” Bifulco (voto 5), sia per l’enorme occasione da gol mancata sia per la banale e inutile ammonizione ricevuta per proteste; e a “Galaktico” Gala (voto 5,5), per la banale e inutile ammonizione ricevuta per proteste.
Insufficiente e poco convincente anche la prestazione dell’arbitro Mirabella di Napoli (voto 5).
Pessimo è il giudizio (voto 0) che rivolgiamo alle autorità che non hanno permesso la partecipazione alla gara dei tifosi aretini. Le punizioni collettive non solo sono inefficaci e molto spesso anche controproducenti, ma rappresentano, soprattutto, uno dei più esecrabili fallimenti di una società civile.
Giriamo subito pagina e prepariamo in fretta la trasferta di San Benedetto del Tronto. Al “Riviera delle Palme” arriveranno 1.200 Lupi affamati…
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