Tra il 16 e il 24 marzo 1926 a Chieti si svolse il processo agli esecutori del delitto compiuto su Giacomo Matteotti.
Alla moglie Velia e ai figli fu vietato di assistere e l’unica concessione fu il soggiorno a Roccaraso, più vicina di Roma alla città abruzzese, dove negli anni precedenti la famiglia trascorreva periodi di vacanza.
La signora con evidente apprensione girava per le strade del paese ed era costantemente seguita da due ceffi della Milizia Fascista vestiti di nero.
Torno per l’ultima volta sull’argomento, in occasione del centenario di quella vicenda. Roccolani, dimostrate il vostro senso di civiltà!
A Roccaraso si sono intitolate diverse strade a personaggi illustri, che niente hanno avuto a che fare con noi, una per tutte qui vicino dove abito: via Moliere.
C’è quella piazzetta su Via Napoli, posta sotto al balcone della casa dove lui abitava, non aspetta altro che essere intitolata all’illustre personalità. Una quarantina di anni fa Roccaraso intitolò una strada a Aldo Moro, altra personalità tragicamente uccisa come Matteotti.
Fu rapito dalle Brigate Rosse proprio il 16 marzo. La strada si trova di fronte all’allora villa del Presidente Giovanni Leone e nessuno sa che in quella villa Moro fu ospite del Presidente della Camera per discutere in tranquillità di argomenti politici.
Insomma Roccaraso deve mostrarsi ai turisti anche per questa sua capacità di ospitalità e rivelare così il suo rapporto con importanti personalità che qui sono state per godere giorni di serenità montana.
E di Giacomo Matteotti doverosamente deve essere testimoniata la sua presenza tra di noi.
Ugo Del Castello



















